Lo scontro di civiltà non deve necessariamente scomodare la geopolitica. Può essere circoscritto nei nostri confini e delimitato ancora di più, dentro una città di provincia e contenuto, infine, in una piazza del centro. Può andare in scena perché un uomo di quarantasette anni, Giacomo Bongiorni, con accanto il suo bambino undicenne, in quelle strade ci porta una mentalità che è stata ormai relegata in uno spazio residuale e angusto. Un bagaglio fatto di educazione e comune sentire. E in quella stessa piazza può incappare proprio in chi, con bestiale ostinazione, ha reso residuale tutto ciò in cui quell'uomo credeva. Alessandro Baricco li chiamava I Barbari, ma non basta ancora. Frange inurbane di disturbatori modellati in un impasto pericoloso di indolenza, violenza e alienazione. Un branco misto fatto di italiani e stranieri tra i sedici e i vent'anni. Ignari del prossimo, immuni dall'empatia, ineducati ai rapporti umani e ai limiti che questi pretendono. Accomunati dal fatto di essersi sudati via l'anima davanti a uno schermo e di essersi sentiti in gabbia durante un lockdown. Cresciuti non si può dire, ma venuti su in qualche modo con un drappo nero che si è frapposto tra loro e l'orizzonte. È successo un rimprovero in quella piazza, per delle bottiglie lanciate contro una vetrina ed è bastato. Si sono aperte le cataratte del rancore e l'odio è esondato dagli argini perché gli argini non c'erano. In una decina si sono avventati su Giacomo e su suo cognato. I due uomini sono stati a terra in un attimo sommersi da una slavina di incomprensibile violenza. Solo che Giacomo a terra ci è rimasto. Per le botte o per la caduta, poco importa. C'era suo figlio a pochi metri, prima che la madre lo portasse in salvo. Ma ha visto il padre morire e morire così. Glielo hanno sfilato dalla presa e non glielo hanno restituito più. Ora è ricoverato sotto choc nel reparto pediatrico dell'ospedale di Massa. E proprio come quegli assassini, ma per motivi opposti, non avrà più dimestichezza con il senso dell'umano. Eppure, fino a pochi istanti prima, stava accanto a quel marcantonio di padre che lo avrà fatto sentire invincibile per i tanti e pochissimi undici anni in cui hanno incastrato le mani. Poi è arrivata quella sagoma informe di morte che se l'è inghiottito.
Passeggiavano in tre, sono tornati a casa in due. Solo perché la nuova gente che abita il nuovo mondo è cresciuta più piccola dei propri sogni. Solo perché i genitori dei ventenni di oggi hanno allevato vite sbeccate, tenute insieme a saliva e incomprensioni, irrimediabilmente aride di pietà. I rifiuti caramellati e la resa davanti alle loro guerre in corpo, senza mai capire chi sia davvero il loro nemico.
Che forse non c'è o forse è scelto a caso. Tra i professori, tra i compagni di scuola, tra i genitori... O probabilmente addirittura tra i passanti. Come da sabato sera sa bene questo bambino dopo aver visto suo padre immolato all'incomprensibile.