I pazienti con malattie rare: diteci che fare. Esenzione disponibile fino al 30 settembre

La circolare vale anche per chi ha avuto reazioni avverse alla prima dose

I pazienti con malattie rare: diteci che fare. Esenzione disponibile fino al 30 settembre

E per chi il vaccino non lo può fare che succede? Non sono no-vax, non scendono in piazza contro l'iniezione eppure non lo possono fare. Sono persone che hanno avuto un problema di salute tra la prima e la seconda dose, come una reazione allergica alle componenti del vaccino stesso, hanno avuto un parere negativo dal proprio medico a causa di patologie pregresse, ma anche tutti quei malati rari (sono oltre due milioni i casi in Italia) e cronici che per via della loro patologia, non possono accedere alla vaccinazione. Tutte queste persone non hanno modo di richiedere il Green pass.

Finalmente a poche ore dall'introduzione dell'obbligo il ministero della Salute con una circolare ha chiarito quali sono i casi per i quali è ammessa l'esenzione e come vadano certificati. L'esenzione può essere rilasciata «nel caso in cui la vaccinazione stessa venga omessa o differita per la presenza di specifiche condizioni cliniche documentate che la controindichino in maniera permanente o temporanea». Quindi nel caso di malattie specifiche. Viene anche chiarito che la gravidanza in sé non rappresenta una controindicazione ma che in casi specifici può essere valutata l'eventuale esenzione dal medico curante. Sicuramente è raccomandata l'esenzione nel caso si siano verificate reazioni allergiche gravi alla prima dose di un vaccino Covid19. Si può prendere in considerazione l' utilizzo di un vaccino di tipo diverso per completare l'immunizzazione ma, precisa il ministero, «vista la possibilità di reazioni crociate tra componenti di vaccini diversi è opportuno effettuare una consulenza allergologica e una valutazione rischio/beneficio individuale». L'esenzione potrà essere rilasciata fino al 30 settembre 2021 direttamente dai medici vaccinatori delle Asl o medici di famiglia o dai pediatri. Sarà gratuita e dovrà essere archiviata anche digitalmente.

Nei giorni scorsi l'Osservatorio malattie rare (Omar), aveva lanciato un appello al ministro della Salute Roberto Speranza e al Comitato tecnico scientifico (Cts) per «fare chiarezza». «Al nostro sportello legale già ora stanno arrivando tante domande al riguardo, e se non si provvede a chiarire subito tutto dalla prossima settimana sarà molto peggio», raccontava il direttore di Omar, Ilaria Ciancaleoni Bartoli. Da qui l'appello al ministro Speranza e al Cts: «Per evitare il caos è necessario che si faccia subito chiarezza, in modo particolare indicando come dovrà essere fatto questo certificato alternativo e soprattutto, in maniera inequivocabile, da chi dovrà essere fatto, e quindi chi sono i soggetti preposti alla certificazioni. Perché una volta identificati vanno anche messi in condizioni di fare veramente questi certificati, e con il rigore che serve».

Nell'ordinamento italiano sono già previsti dei criteri di non vaccinabilità come «l'accertato pericolo per la salute, in relazione a specifiche condizioni cliniche documentate, attestate dal medico di medicina generale o dal pediatra».

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