I Pm: Fontana sapeva della fornitura dei camici

Nella mani dei pm ci sono ormai i contenuti dei cellulari di tre assessori chiave della Lombardia, del governatore Attilio Fontana, del capo del suo staff Giulia Martinelli, oltre che di altri dirigenti del Pirellone.

Milano. Nella mani dei pm ci sono ormai i contenuti dei cellulari di tre assessori chiave della Lombardia, del governatore Attilio Fontana, del capo del suo staff Giulia Martinelli, oltre che di altri dirigenti del Pirellone. Questo tra inchiesta di Pavia (caso Diasorin-San Matteo) e milanese (caso camici). Molte delle persone cui è stato portato via il telefonino per fare copia forense della messaggistica - c'è anche la moglie di Fontana Roberta Dini - non sono indagate.

La Gdf ieri dovrebbe aver restituito i cellulari. Anche quelli di Giulio Gallera (Sanità), Raffaele Cattaneo (Ambiente) e Davide Caparini (Bilancio). Quanto al ruolo del governatore nella vicenda dei camici forniti dall'azienda del cognato Andrea Dini alla Regione, i pm di Milano parlano di «diffuso coinvolgimento di Fontana in ordine alla vicenda relativa alle mascherine e ai camici accompagnato dalla parimenti evidente volontà di evitare di lasciare traccia del suo coinvolgimento mediante messaggi scritti». Accusa di coinvolgimento sempre respinta dal presidente lombardo. Così il 16 aprile, giorno del contratto fra la centrale regionale d'acquisto Aria e Dama spa, scriveva Dini alla sorella Roberta: «Ordine camici arrivato. Ho preferito non scriverlo ad Atti». E lei: «Giusto, bene così». Già il 27 marzo Roberta Dini scrive al fratello: «Prova a chiamare assessore (Cattaneo di Varese, amico di Orrigoni) (...), sembra siano molto interessati ai camici (...), questo mi dice assessore al Bilancio Caparini». Poi: Cattaneo «sembra sia molto attivo nell'approvvigionamento (...), ho avvisato la moglie (che conosco un po') che vuoi dare una mano». Cattaneo a Dini, 11 aprile: «Contiamo su di lei, come sugli altri che hanno riconvertito la loro produzione, per rifornire il sistema sanitario lombardo». Il 16 maggio si concretizza la donazione, Dini a un collaboratore: «Ovviamente tutti, dico tutti, sono nella lista di fornitori di camici. Armani, Herno, Moncler. Gli unici co... siamo noi». L'altro: «Ma lo mandi a ca... e fatturiamo lo stesso». Dini: «Non posso».

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Commenti

Macrone

Sab, 26/09/2020 - 15:39

Ma anche se sapeva quale è il problema. In quel periodo i camici non si trovavano e per trovarli avrebbero pagata qualsiasi cifra. Inoltre i camici sono stati fatturati ad un prezzo di mercato corretto. Io avrei fatturato ed atteso i soldi che erano dovuti, così nessuno avrebbe rotto i maroni. Ad essere troppo corretti come Fontana a volte si sbaglia. Queste ridicole indagini della magistratura servono solo a sprecare i nostri soldi. Perchè non usano uomini e mezzi per cercare i delinquenti invece di perdere tempo.