I prestiti alle aziende soffocati dai cavilli: beni privati a garanzia

Scavalcata la copertura dello Stato: istituti pronti a rivalersi sui patrimoni personali

I prestiti alle aziende soffocati dai cavilli: beni privati a garanzia

Otto pagine di formule poco chiare e rinvii a leggi e decreti, che sono ormai il marchio di fabbrica della burocrazia made in Italy. Ma non c'è solo il «Modulo da presentare al soggetto richiedente del fondo di garanzia», quello predisposto dal governo con il decreto liquidità, a complicare la vita di chi negli ultimi due giorni ha richiesto il prestito fino a 25mila euro con garanzia statale. Anche le banche ci stanno mettendo del loro.

Moduli non richiesti dalla legge e quasi sempre non facilissimi da interpretare. Ma anche la richiesta di requisiti che non sarebbero previsti dal decreto imprese. Ieri, secondo giorno utile per presentare la domanda, c'è anche chi ha chiesto ai potenziali beneficiari del prestito, in qualità di amministratori di una Srl, di garantire in solido con la stessa società anche attraverso i beni personali. Contraddizione con la natura del prestito (garantito dallo Stato), ma anche con quella della Società a responsabilità limitata, che esclude appunto la responsabilità di amministratori e soci in solido.

Caso segnalato dal consulente del lavoro Luca Follatello, che ha curato la richiesta di una sua cliente. Tra i moduli presentati dalla banca, una filiale Unicredit, per ottenere il prestito del Fondo di garanzia, anche una «richiesta di affidamento» che prevede tra le condizioni anche «l'acquisizione delle eventuali garanzie personali e/o reali previste».

Da una parte pesa l'effetto annuncio, spiega Maurizio Grosso del Consiglio nazionale dei commercialisti. Molti hanno pensato che la garanzia al 100 per cento da parte dello Stato sollevasse chi chiede il prestito come persona fisica o società di persone dal rispondere con il patrimonio personale. Non è così. Ma per una Srl, conferma è strano.

Il problema principale resta quello della burocrazia, pubblica ma anche quella delle banche.

Ne sono convinti persino i sindacalisti che rappresentano i bancari. Il segretario generale della Uilca Massimo Masi ha chiesto all'Abi di intervenire sulle associate per snellire le procedure. «Registriamo purtroppo una diversità e una difficoltà di applicazione delle norme da parte delle banche». Tra i problemi rilevati, moduli online sbagliati e altri non previsti dalla normativa.

Il presidente dell'Abi Antonio Pautelli ha spiegato che l'Associazione bancaria non è un organo di vigilanza «per cui non possiamo intrometterci nelle attività delle banche. Possiamo assicurare che è tutto partito in maniera regolare». Il problema è «la legislazione complicata: la legge dell'8 aprile è giuridicamente complessa e si assomma alla legislazione precedente che non è stata abrogata».

Dopo piccole imprese e professionisti toccherà alle grandi aziende. Ieri Sace ha confermato che è operativa «Garanzia Italia» la piattaforma attraverso la quale gli istituti di credito potranno inserire le proprie richieste e ottenere le relative garanzie, in tempi brevi. Nel sito di Sace c'è anche un simulatore che dà una prima indicazione dell'importo finanziabile.

Oggi il governo dovrebbe presentare il Def e lo scostamento di bilancio da 70 miliardi di euro, necessario a finanziare il decreto di aprile. Il governo prenderà atto del crollo del Pil: - 8% nel 2020. Poi una crescita al 5% nel 2021. Il deficit vicino al 10% del Pil e il debito a 155%. Lo scostamento di bilancio serve a finanziare le misure del decreto aprile (in arrivo alla fine della settimana), con le misure previste, tra le quali aumento del bonus ai professionisti da 600 a 8000 euro e il bonus per le colf.

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