“Ci farà tornare”, “Matteo no...” La guerra segreta Renzi-Conte

Renzi e Conte sull'orlo di una crisi di nervi. Il rottamatore spera che il premier ceda. L'avvocato vuole che Iv si spacchi

“Ci farà tornare”, “Matteo no...” La guerra segreta Renzi-Conte

Più che una crisi di governo, i giallorossi e i renziani stanno veramente ingaggiando una crisi di nervi. Quando una delle due parti rompe, l'altra si riavvicina e viceversa.

Un gioco molto pericoloso perché, a furia di tirar la corda, questa si spezza. Leggasi, non tanto tra le righe, il ritorno alle urne. Ma riavvolgiamo il nastro degli ultimi sviluppi. Se ieri i giallorossi, vista la difficoltà di reperire i senatori 'volenterosi', sembravano quasi intenzionati a voler riaccogliere Italia Viva nella maggioranza, oggi il reggente M5S smentisce ogni possibile ricucitura, nonostante i renziani abbiano offerto il loro ramoscello d'ulivo. Stiamo parlando di un documento diffuso oggi in cui i parlamentari renziani hanno confermato"che si muoveranno tutti insieme in modo compatto e coerente in un confronto privo di veti e pregiudizi sui contenuti, da effettuarsi nelle sedi ufficiali". Crimi, a fronte di tale apertura e di varie dichiarazioni di esponenti disponibili a riaprire il confronto con Renzi, ha ribadito: "a scanso di ogni equivoco" che "per il Movimento non ci sono margini per ricucire con Renzi, la porta è definitivamente chiusa". E ha concluso:"Non torneremo con chi è inaffidabile fino a questo punto: con chi si è reso responsabile di una crisi in un momento tanto drammatico per il Paese".

La sensazione è che i renziani rimangano, almeno per il momento, compatti in attesa che Conte scenda a più miti consigli e, dopo aver preso atto di non avere i numeri per governare senza di loro, gli chieda di salvargli la poltrona. Una sensazione confermata anche dal 'silenzio stampa' in cui, in questi giorni, si trincerano molti parlamentari renziani. "Non parlo fino a lunedì", ci dice un deputato. "Mi raccomando, non mi citare", ripete un altro. Ma, a taccuini chiusi, poi, qualcuno molto sibillinamente si lascia sfuggire più di un indizio che conferma quanto vi stiamo raccontando. "La prossima settimana votate contro Bonafede?", chiediamo a un esponente di punta di Italia Viva, convinti di ricevere una risposta più che affermativa. E, invece, il parlamentare non si espone e, in forma anonima, dichiara a ilGiornale.it: "Non lo so, tu la fai facile... Magari, poi, questi si mettono in ginocchio e ci chiedono di rientrare...In teoria sì, ma non lo so...", ci dice. E aggiunge: "Tu stai già pensando che sia chiusa così, ma non è chiusa così sennò il premier sarebbe già andato al Quirinale per avviare il Conte Ter. Ma - osserva - non si può chiudere così perché, come ha detto Franceschini, i numeri sono bassi". Dentro Italia Viva, quindi, sembra esserci grande compattezza, in attesa di nuovi sviluppi. "Non serve che Conte si metta in ginocchio. Basta che apra un dialogo", confermano i vertici del partito, convinti che nessuno tornerà nel Pd in tempi brevi. "Mah, sai, anche tornare a casa sembra facile, ma ricordati che c'è anche il taglio dei parlamentari. Non è detto che si venga ricandidati - ci spiegano i renziani-. E, anche se mi candidi, finisce che mi fai pure buttare i soldi e basta...".

Dall'altra parte, invece, Conte, Crimi e una buona parte del Pd, come abbiamo già sottolineato, non ci pensano nemmeno di riaccogliere Renzi, ma sperano che alcuni senatori renziani, seriamente preoccupati di un ritorno alle urne, decidano di mollare il loro leader al proprio destino e di appoggiare il governo. "Io vedo solo due scenari: o un allargamento di questa maggioranza con una fiducia maggiore a questo governo o il voto", ci spiega il senatore pentastellato Emanuele Dessì che chiarisce: "Noi non vogliamo spaventare nessuno col voto e non siamo noi a voler ritornare alle urne, ma se si mischiano tutte le forze politiche non esce nessun altro governo oltre a questo perché il centrodestra vuole tornare alle urne", aggiunge il grillino Dessì che, poi, fa una distinzione non indifferente: "Un conto sono i colleghi di Italia Viva, che sono delle persone per bene e con cui abbiamo fatto un ottimo lavoro nelle rispettive commissioni. Invece, per quanto riguarda il loro leader, purtroppo, lì il discorso è un po' più complicato". Secondo Dessì, infatti, "i parlamentari renziani hanno tutti un'anima progressista, sono stati eletti con il Pd e, poi, hanno fatto una piccola differenziazione con questo progetto politico che sembra non avere prospettive". In estema sintesi, questo non è altro che il discorso che circola da un po' di giorni tra i giallorossi e che suona grosso modo così: "Renzi non lo riprenderemo mai, ma se ci sono 'compagni che sbagliano' e si pentono, sono i benvenuti". "Dopo di che, se Renzi riesce a trovare altre 160 persone che fanno un governo insieme a lui, ben venga. Ci provi. Io non sarà tra quelle”, chiosa il senatore Dessì, riassumendo così il comune sentire di tutti i Cinquestelle.

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