Imballaggi di plastica, le nuove regole Ue

Divieto per frutta e verdura e confezioni più piccole. La Lega: "Danno alle imprese italiane"

Il regolamento Ue sugli imballaggi mette in crisi l'Italia
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In Europa cambia la gestione degli imballaggi, con i 27 Paesi membri chiamati a ridurre la produzione dei relativi rifiuti, in particolare quelli in plastica. È arrivato il via libera finale, da parte dellEuroparlamento, al nuovo regolamento sul packaging, passato con 476 voti favorevoli, 129 contrari e 24 astensioni, e adesso atteso al Consiglio Ue per la ratifica definitiva.

La norma è il frutto di una lunghissima e complessa trattativa che ha portato al sostanziale ammorbidimento dell'impianto iniziale, e che adesso viene additata dal leader della Lega, Matteo Salvini, come un danno per le imprese italiane, perché aumenta «burocrazia e costi». Sta di fatto che la norma, frutto di un accordo provvisorio con il Consiglio, è stata votata da una maggioranza molto ampia che ha incluso socialisti, Ppe, liberali, Verdi, ma anche alcuni componenti del gruppo dei Conservatori fra i quali Fratelli d'Italia. Le nuove norme comprendono obiettivi di riduzione degli imballaggi (del 5% entro il 2030, del 10% entro il 2035 e del 15% entro il 2040) e impongono ai Paesi Ue di ridurre i rifiuti di imballaggio in plastica. È stata inoltre stabilita una proporzione massima di spazio vuoto del 50% che si applicherà agli imballaggi multipli e a quelli per il trasporto e per il commercio elettronico. In aggiunta, fabbricanti e importatori dovranno garantire che il peso e il volume del packaging siano ridotti al minimo. Alcuni tipi di imballaggi di plastica monouso saranno, inoltre, vietati a partire dal primo gennaio 2030. Fra questi ci sono quelli per frutta e verdura fresche non trasformate e per i cibi e le bevande consumati in bar e ristoranti, così come le monoporzioni (per esempio condimenti, salse, panna da caffè e zucchero), i piccoli imballaggi monouso utilizzati negli alberghi e le borse di plastica in materiale ultraleggero al di sotto dei 15 micron.

Per evitare effetti nocivi sulla salute, il testo fra le altre cose vieta l'utilizzo dei cosiddetti «inquinanti eterni», ovvero le sostanze perfluoroalchiliche (Pfas), al di sopra di determinate soglie negli imballaggi a contatto con prodotti alimentari. Per il copresidente del gruppo Ecr del Parlamento europeo Nicola Procaccini, il capodelegazione di Fratelli d'Italia a Bruxelles, Carlo Fidanza, e l'eurodeputato di FdI Pietro Fiocchi, «il testo è stato ulteriormente migliorato, anche se non mancano di certo dei miglioramenti a cui tendere, come quelli nel settore dell'ortofrutta, per cui sarà importante monitorare le future linee guida della Commissione europea».

L'eurodeputata del Pd, Patrizia Toia, considera l'approvazione «una buona notizia per l'Europa e per l'Italia. Si tratta di un'iniziativa assolutamente necessaria per ridurre la quantità enorme di rifiuti che ogni cittadino europeo produce e che è destinata ad aumentare se non facciamo niente».

Da parte sua l'eurodeputato di Forza Italia, Salvatore De Meo, ricorda il ruolo determinante che il partito e il gruppo del Partito popolare europeo hanno giocato «nella modifica della proposta originale della Commissione». Salvini evidenzia, infine, che «la Lega è ed è sempre stata contraria».

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