"Il fatto non sussiste", cadono tutte le accuse contro Fontana

Il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana, non dovrà sottoporsi a un processo per il cosiddetto "caso camici". Lo ha deciso il Gup di Milano che ha optato per il non luogo a procedere "perché il fatto non sussiste". Salvini: "Grande gioia dopo mesi di fango e bugie"

Inchiesta sui camici, Fontana prosciolto da ogni accusa: "Il fatto non sussiste"

Si chiude senza neanche il processo la vicenda giudiziaria che vedeva coinvolto il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, per una fornitura di camici in piena pandemia. Il governatore, che era accusato di frode in pubbliche forniture nel cosiddetto caso camici, è stato prosciolto "perché il fatto non sussiste". Il caso verteva sull’affidamento da parte della Regione di una fornitura - poi tramutatasi in donazione - di 75mila camici e altri dpi (dispositivi di protezione individuale) alla società del cognato Andrea Dini, per un valore di circa mezzo milione di euro. Appresa la notizia dai suoi avvocati, Fontana si è detto "felice e commosso".

Il gup Chiara Valori ha prosciolto tutti e cinque gli imputati con il "non luogo a procedere perché il fatto non sussiste" (le motivazioni saranno rese note tra 15 giorni), decidendo inoltre che non è necessario un processo neanche per l'imprenditore Dini, per Filippo Bongiovanni e Carmen Schweigl, rispettivamente ex dg e dirigente di Aria (centrale acquisti regionale) e per Pier Attilio Superti, vicesegretario generale della Regione.

''Grande gioia - commenta il leader della Lega Matteo Salvini - dopo mesi di fango e bugie sono stati restituiti onore e dignità ad Attilio Fontana, alla Lega, alla Regione e a tutti i cittadini lombardi. Siamo ancora più determinati a lavorare per il bene del territorio e aspettiamo le scuse di tutti quegli esponenti di sinistra che per troppo tempo hanno insultato e oltraggiato una persona perbene, la Lega e le istituzioni lombarde''.

"Alla fine la verità e la giustizia sono emerse e fanno piazza pulita di tonnellate di fango versate a piene mani sull’operato del presidente Fontana”. commenta Roberto Anelli, capogruppo della Lega in Consiglio Regionale. "Un’indagine che non avrebbe nemmeno dovuto iniziare - prosegue Anelli. "Cosa scriveranno, cosa diranno ora gli sciacalli politici e mediatici che per mesi hanno speculato su questa vicenda? Come abbiamo sempre sostenuto, non c’è mai stato nulla di fondato nelle accuse, a volte surreali, mosse contro Attilio Fontana". E polemicamente rivolge un invito agli esponenti di Pd e M5S: "Vengano nell’aula del Consiglio Regionale a chiedere pubblicamente scusa, sarebbe il minimo dopo quanto successo. Ma non credo che avranno la dignità e il coraggio di farlo".

Il Partito democratico risponde in questo modo. "Il proscioglimento di Fontana non ne cancella l’inadeguatezza", dichiarano il segretario regionale dem Vinicio Peluffo e il capogruppo in Regione Fabio Pizzul. "La vicenda giudiziaria si chiude qui, non così quella politica, sulla quale rimane il nostro giudizio nettamente negativo che ci aveva portato a presentare in Aula la mozione di sfiducia. Fontana ha mentito ai lombardi, cercando di nascondere un pasticcio dai contorni molto imbarazzanti, basti pensare al bonifico compensativo dal conto svizzero. Per noi Fontana non era adeguato prima e non lo è ora, tantomeno lo sarà domani se la Lega e il centrodestra decideranno di ricandidarlo".

"È stato un errore fare un’indagine sulla donazione", ha detto l’avvocato Domenico Aiello, legale dell’ex direttore generale Filippo Bongiovanni e dell’ex direttrice degli acquisti Carmen Schweigl. "Le buone azioni vanno premiate e non portate in tribunale. La giudice è stata brava".

Soddisfatto per l'assoluzione anche il sindaco di Milano Beppe Sala: "Dal punto di vista umano sono senz’altro contento per il presidente Fontana. Non ho nessun elemento per commentare, penso che questo aggiungerà possibilità al fatto che Fontana si ricandidi".

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