"Chi mi insulta lavora alla Lega". Il sottosegretario: "Non ci ferma la Azzolina"

Lucia Azzolina mette sotto accusa il sottosegretario leghista che ha chiamato al ministero dell'Istruzione un uomo da lei denunciato per alcuni post sui social

"Chi mi insulta lavora alla Lega". Il sottosegretario: "Non ci ferma la Azzolina"

Lucia Azzolina è uscita dal ministero dell'Istruzione dopo la caduta del governo Conte bis. Al suo posto si è insediato il professor Patrizio Bianchi. Come sottosegretario, invece, è stato chiamato l'esponente della Lega Rossano Sasso. Ed è proprio lui a essere finito nel mirino di Lucia Azzolina perché, a suo dire, reo di aver chiamato al ministero Pasquale Vespa, docente napoletano spesso nelle piazze nelle vesti di portavoce dei precari della scuola. Un ruolo che Vespa svolge in quanto leader dell’Associazione nazionale docenti per i diritti del lavoratori. Le rimostranze dell'ex ministro si basano su una querela sporta per diffamazione e minacce reiterate. Il procedimento è in fase avanzata e il prossimo 9 aprile a Napoli inizia il processo.

La colpa di Rossano Sasso, stando a quanto riferito da Lucia Azzolina, sarebbe proprio quella di averlo scelto e rivendicato con un post sui social: "Ieri nelle piazze, oggi al Ministero. Non perdo di vista le lotte sindacali... E lo farò anche con il professore Pasquale Vespa da Napoli". Il Corriere della sera ha voluto andare a fondo a questa vicenda e ha raggiunto telefonicamente Lucia Azzolina, che si è mostrata scossa da quanto accaduto: "Una persona del genere doveva essere buttata fuori dalla scuola, invece lui è stato premiato. È gravissimo, non si può tacere di fronte a una storia così. Noi a scuola insegniamo che i cyberbulli si combattono, non si premiano".

Pare che tutto abbia avuto inizio nel 2018, quando Lucia Azzolina ha fotografato le frasi sessiste presenti nel profilo di Pasquale Vespa, sia in video che nei commenti ai suoi post. Una raccolta di materiale funzionale a formalizzare la querela nei suoi confronti, che è stata inviata per conoscenza anche al ministero dell'Istruzione. "Vespa è un sindacalista della Uil, da qualche tempo molto vicino alla Lega. Per due anni si è divertito con insulti e commenti di tutti i tipi contro di me, mi ha scatenato contro la guerra dei precari con tutto l’odio possibile immaginabile, per preparare la sanatoria dei concorsi, per lui e per i suoi amici", ha detto Lucia Azzolina, che poi ha mosso un'accusa precisa: "È un precario che vuole l’assunzione senza concorso, non ha voluto partecipare nemmeno a quello straordinario".

Lucia Azzolina ha denunciato Vespa per la prima volta l'11 dicembre 2018 e tra pochi giorni inizierà il processo. Pasquale Vespa si è già difeso in diverse occasioni, compresa una lettera inviata e pubblicata a Dagospia lo scorso 1 giugno: "Lo scrivente non ha mai posto in essere condotte lesive della dignità e dell’onore dell’On. Lucia Azzolina, come pure, non ha mai attribuito a quest’ultima condotte moralmente disonorevoli tali da suscitarne disprezzo o dileggio".

Rossano Sasso, informato delle proteste di Lucia Azzolina, ha ribattuto: "Se qualcuno pensa di intimidire o rallentare l’azione di Governo, volta alla giusta ripartenza della scuola e all’eliminazione del precariato, si sbaglia di grosso. L’onorevole Azzolina non è nuova ad attacchi nei confronti di insegnanti e dirigenti scolastici che hanno manifestato dissenso nei confronti delle sue politiche". Il sottosegretario non ha intenzione di fare un passo indietro: "Il professor Pasquale Vespa, sindacalista e leader nazionale del movimento dei docenti precari, ha sempre rappresentato una spina nel fianco per l’onorevole Azzolina e per le politiche ostili nei confronti del mondo del precariato. Un simbolo dei diritti dei lavoratori più deboli".

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