Investita e uccisa dalla figlia di 14 anni

Litigio tra la minore e la madre, ma lo scontro è stato accidentale

Investita e uccisa dalla figlia di 14 anni

Tragedia ieri mattina a Giulianova (Teramo), dove una ragazzina di 14 anni ha involontariamente innestato la retromarcia e ha investito la madre schiacciandola contro un muro. Per la donna non vi è stato nulla da fare. La figlia è stata accompagnata all'ospedale in stato di choc. Ancora da chiarire la dinamica dell'incidente: sembra che le due avessero avuto poco prima un diverbio e che la mamma stesse dicendo alla ragazzina di scendere dalla vettura. Un ordine che la minore, evidentemente, non ha eseguito.

L'auto si stava muovendo in retromarcia in via Ancona, strada stretta e a senso unico, traversa del lungomare Zara a Giulianova Lido.

La vittima si chiamava Desirée Luciani: stava cercando di fermare l'auto quando è stata travolta dal veicolo. Secondo una prima ricostruzione dei carabinieri, la donna sarebbe stata travolta in retromarcia. Si sarebbe trattato di un incidente, tuttavia sembra che le due poco prima avessero avuto una discussione: forse la ragazza si è agitata e ha ingranato la marcia e schiacciato l'acceleratore, investendo la propria mamma che era scesa dal veicolo.

La vittima era originaria di Chieti ma si era trasferita nella cittadina teramana. L'incidente si è verificato in una via stretta e a senso unico che porta al mare. Inutili i soccorsi: il personale sanitario, arrivato a bordo di un'ambulanza, ha potuto solo constatare il decesso della 41enne. Ancora da chiarire perché una minorenne si trovasse nell'abitacolo dell'auto, al posto di guida.

La polizia locale ha intanto avviato le indagini. La donna avrebbe tentato di fermare la macchina ma a un certo punto sarebbe stata investita dalla stessa che stava procedendo in retromarcia, morendo praticamente sul colpo.

La ragazza, sotto choc per quanto avvenuto, è stata soccorsa e accompagnata in ospedale. Le forze dell'ordine hanno trasmesso un primo rapporto sulla tragedia alla procura presso il tribunale dei minorenni dell'Aquila. Alcune persone del luogo avrebbero raccontato che un paio di anni fa la vittima aveva perso il fratello Francesco, un noto chef di Chieti. L'uomo era stato investito e ucciso dal guidatore di un camion risultato ubriaco alla guida e condannato a 4 anni di reclusione.