Ira dei commercialisti: «Sciopero sul dl fiscale»

Protesta contro la «nuova tassa occulta»

Roma Tra le prime vittime del decreto legge fiscale, collegato alla manovra, ci sono i commercialisti. Il governo che ieri ha incassato il definitivo via libera al dl da Palazzo Madama è riuscito a far infuriare la categoria al punto che tutte le associazioni dei professionisti hanno deciso di proclamare il loro primo sciopero. Gli «ultimi provvedimenti in materia fiscale, come il recente decreto collegato alla manovra», hanno provocato la «profonda delusione della nostra categoria» nei confronti di misure che disattendono le numerose promesse di semplificazione e «contribuiscono a complicare ulteriormente il funzionamento del sistema fiscale», hanno scritto qualche giorno fa in una nota. Da qui la decisione delle associazioni nazionali dei professionisti Adc, Aidc, Anc, Andoc, Unagraco, Ungdcec e Unico di organizzare una «manifestazione» nazionale a Roma, «il 14 dicembre dalle ore 11 alle ore 16», nel corso della quale verrà proclamato il primo sciopero nazionale della categoria.

Il decreto legge ha introdotto lo spesometro semestrale nel primo anno per le comunicazioni Iva. Dopo scatteranno le comunicazioni trimestrali. E se è vero che la Camera ha apportato alcune modifiche al regime sanzionatorio attenuandolo in caso di invio di dati incompleti o infedeli è anche vero che ha confermato gli 8 nuovi adempimenti fiscali. Le associazioni di categoria hanno invitato tutti i commercialisti a inviare ai propri clienti (5,4 milioni di soggetti in partita Iva) una comunicazione «speciale». In cui si informano che a partire dal 1° gennaio 2017, il governo ha introdotto nuovi adempimenti periodici. Si tratta dell'invio telematico trimestrale dei dati relativi a tutte le fatture emesse e ricevute nel trimestre e del contestuale invio (sempre trimestrale) della liquidazione periodica Iva, ovvero della sommatoria delle liquidazioni mensili. E appunto, come detto prima, viene parallelamente introdotto un autonomo e aggiuntivo regime sanzionatorio in caso di invio di dati incompleti o infedeli. In sostanza, ragionano i commercialisti, essendo assolutamente fisiologico il verificarsi di errori materiali «siamo di fronte al varo di una nuova tassa (occulta, ma reale) sulle partite Iva». «Rispetto al mondo delle professioni, il dl fiscale è l'ennesimo provvedimento figlio di una visione capovolta: invece di de-regolamentare e alleggerire la pressione delle tasse su professionisti e imprese, arrivano più burocrazia e otto nuovi adempimenti», ha dichiarato il senatore di Fi Andrea Mandelli.RaMa

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