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Iran, conto alla rovescia: accordo subito o raid Usa

Teheran ha 48 ore per un testo sul nucleare, poi Trump darà il via agli attacchi: obiettivo Khamenei

Iran, conto alla rovescia: accordo subito o raid Usa
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Gli Stati Uniti sono pronti a nuovi colloqui venerdì a Ginevra, se entro le prossime 48 ore riceveranno una proposta iraniana dettagliata per un accordo sul nucleare. L'attuale spinta diplomatica è probabilmente l'ultima possibilità che Donald Trump darà al regime teocratico prima di lanciare una massiccia operazione militare congiunta Usa-Israele che potrebbe colpire direttamente la Guida Suprema Ali Khamenei. Nel frattempo lo stesso Khamenei ha dato istruzioni ai suoi collaboratori più anziani su come comportarsi in caso di una sua eventuale uccisione, fa trapelare il New York Times, e avrebbe già delineato piani che includono ordini di successione a più livelli e catene di comando di emergenza. Queste direttive sono il risultato degli insegnamenti tratti dall'attacco a sorpresa di Israele di giugno, che ha annientato l'alta gerarchia militare iraniana nelle prime ore di guerra. Inoltre, al culmine delle proteste nazionali del mese scorso e nel contesto delle crescenti minacce da parte degli Stati Uniti, Khamenei ha promosso il fedele Ali Larijani - ex comandante delle Guardie rivoluzionarie - e lo ha posto di fatto al timone degli affari di Stato.

Larijani ha da allora supervisionato la repressione delle proteste, gestito una delicata diplomazia con Washington e coordinato con alleati tra cui Russia, Qatar e Oman. Si dice anche che stia guidando la pianificazione bellica in caso di conflitto. Sebbene Larijani non possa essere considerato un successore della Guida suprema - non essendo un alto esponente del clero sciita - è descritto come uno dei più fidati di Khamenei. "La Guida Suprema crede che sia l'uomo giusto per questo delicato momento grazie al suo curriculum politico, alla sua mente acuta e alla sua conoscenza", ha affermato Nasser Imani, un analista conservatore vicino al governo iraniano. Larijani, 67 anni, per 12 anni è stato presidente del Parlamento. Nel 2021, è stato incaricato di negoziare un accordo strategico di 25 anni con la Cina del valore di miliardi.

Da parte sua, invece, il presidente Masoud Pezeshkian sembra rassegnato a delegargli la sua autorità. Intanto qualche spiraglio nei negoziati si intravede. Teheran e Washington però hanno opinioni divergenti sul meccanismo per la revoca delle sanzioni. L'Iran potrebbe prendere in considerazione l'esportazione di parti delle sue scorte di uranio altamente arricchito, la diluizione della sua purezza e la formazione di un consorzio regionale per la gestione del materiale fissile, ma solo se verrà riconosciuto il suo diritto all'energia atomica civile. Teheran però non rinuncerà al controllo delle sue risorse petrolifere e minerarie, anche se potrebbe concedere ad aziende statunitensi l'accesso ai suoi giacimenti.

Il Wsj ricorda invece che sebbene Cina e Russia abbiano stretto legami più forti con Teheran, hanno mostrato scarsa disponibilità a fornire aiuti militari in un conflitto con gli Stati Uniti. Gli avvertimenti di Trump all'Iran sulla possibilità di un attacco sono quasi quotidiani. Tutto potrebbe sfuggire di mano rapidamente.

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