"Isterico", "Stia buona": è scontro tv sul green pass

Il Green pass accende gli animi nello studio di Quarta Repubblica tra la regista Anselma Dell'Olio, Daniele Capezzone e Paolo Cento

"Isterico", "Stia buona": è scontro tv sul green pass

A Quarta Repubblica, il programma di approfondimento politico del lunedì sera su Rete4, Nicola Porro e i suoi ospiti hanno affrontato il problema dei mancati controlli nelle cosiddette "zone franche", le aree in cui gli immigrati vivono oltre i confini della legge senza che vengano adottate le misure di cautela previste nel resto del Paese. La discussione si è originata da un servizio che prendeva come esempio il caso limite di Castel Volturno, in provincia di Caserta, esempio di assenza delle istituzioni. Nel corso del blocco, è stato mostrato anche il caso del centro sociale Leoncavallo di Milano, un'altra zona franca della legalità, dove non esiste Green pass per accedere alle zone della ristorazione, agli eventi e ai concerti e dove, ovviamente, i pagamenti avvengono in nero.

Daniele Capezzone ha fatto notare come, se da un lato ci sono quelle situazioni limite, dall'altra lui e tutti gli ospiti presenti in studio vengano invitati a eseguire un tampone prima di presentarsi in studio, nonostante siano muniti di Green pass vaccinale. Da qui, il giornalista ha aperto la discussione sulla rabbia dei commercianti nei confronti dei governi che hanno gestito l'emergenza negli ultimi due anni. "Mi hai fatto chiudere, mi hai portato sull'orlo del fallimento e mi hai dato due spiccioli di ristori. Adesso mi arrivano le cartelle, se sbaglio due volte con il Green pass sono 400euro (di multa, ndr), se sbaglio tre volte mi chiudi il negozio. Poi accendo la televisione su Nicola Porro e vedo che ci sono pezzi di territorio italiano dove può accadere qualunque cosa?", si chiede il giornalista immedesimandosi nel commerciante.

Nel discorso è poi entrata la regista Anselma Dell'Olio, che dal canto suo ha sottolineato che l'errore non è dove c'è lo Stato ma dove non c'è, come a Castel Volturno. "Noi non paghiamo le tasse, lo vogliamo dire? Le tasse sono alte perché non le paghiamo. Io sono per abbassare le tasse e rendere la galera per gli evasori sopra una certa cifra, come c'è in America. I ristori sono stati miserevoli perché siccome tutti evadono le tasse...", ha detto la regista, sottolineando come sia un circolo vizioso. Le sue parole hanno scatenato la rabbia di Daniele Capezzone: "Quindi è sempre colpa dei ristoratori? Lei viene il 21 settembre a dare la colpa a un ristoratore?". Anselma Dell'Olio ha accusato il giornalista di fare demagogia: "Non sei abbastanza intelligente per fare questo, smettila".

In totale favore dei vaccini si è schierato Paolo Cento, che rifugge dalla definizone di "lascia passare" per il Green pass, che per lui sarebbe meglio definire come "artifizio cartaceo che documenta, a richiesta, l'avvenuta vaccinazione o tampone". Quindi, in relazione al Green pass per tutti i lavoratori, Paolo Cento ci ha tenuto a sottolineare che "quando entro in posto di lavoro pretendo che le condizioni ambientali, sanitarie di quel posto, come del ristorante, siano dentro degli standard certificati dalle norme e dalle leggi". Nicola Porro, quindi, gira l'argomento prendendo spunto da Castel Volturno, chiedendosi cosa succederebbe se un datore di lavoro chiedesse un patentino per sapere se una persona e o non è positiva all'Aids.

All'obiezione di Hoara Borselli sul fatto che il Green pass non sia lo strumento di libertà che viene considerato, Anselma Dell'Olio ha accusato anche lei di "demagogia populista" mentre Paolo Cento si è detto più tranquillo con il Green pass quando va allo stadio ma anche lui non trova logico il riempimento a scacchiera, nonostante l'ingresso solo dietro certificazione. In quel momento è esplosa l'ira della regista, che in un impeto di rabbia ha accusato la Borselli di fare (ancora) demagogia e di pretendere l'assoluto dai vaccini. "Non c'è la garanzia, si metta l'anima in pace", ha sbottato la Dall'Olio, che ha definito becerata la richiesta di Hoara Borselli di tamponi gratuiti. Un concetto ribadito sulla base di quanto dichiarato poco prima da Capezzone sul tampone necessario per accedere allo studio di Quarta Repubblica, nonostante il Green pass.

"Cerchiamo di uscire dall'isteria e di rientrare nella realtà", ha detto Capezzone intervenendo nella discussione precedente, ricevendo come risposta dalla regista un sonoro: "Isterico sarà lei". Il giornalista ha fatto notare come l'Italia sia l'unico Paese in cui viene richiesto il Green pass per lavorare e, mentre Anselma Dell'Olio gli parlava sotto impedendogli di portare avanti il concetto, ha sbottato: "Stia buona!". La regista, evidentemente infastidita e poco propensa ad ascoltare il pensiero degli ospiti con un'opinione diversa dalla sua, ha nuovamente alzato la voce: "Non mi dia ordini. Ma come si permette? Lei non dia ordini a una donna davanti alla comunità dandole dell'isterica. È un demagogo. Ma chi sei?".

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