L'Italia è pronta a ospitare i negoziati di pace fra Libano e Israele, ma con il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, volato ieri a Beirut, scoppia un nuovo "incidente" con Tel Aviv. Il governo ebraico ha convocato l'ambasciatore italiano, Luca Ferrari, per un post su X del vicepremier italiano. "Il Libano è un Paese fratello che abbiamo nel cuore. Per questo oggi sono venuto a Beirut a portare al presidente Aoun la solidarietà dell'Italia dopo gli attacchi inaccettabili di Israele contro la popolazione civile" ha scritto Tajani postando una foto con il capo dello Stato cristiano del Paese dei cedri. Gli israeliani hanno subito protestato considerando "inaccettabili" le parole sulle vittime civili. E in questo contesto, fonti informate parlano di "fitta discussione" nel governo italiano sul rinnovo del memorandum Italia-Israele.
A dire il vero dal 2 marzo, con la ripresa delle ostilità con Hezbollah, dopo l'attacco preventivo all'Iran, le vittime in Libano sono 1.089 e i feriti 6.762. Nell'ultima massiccia ondata di bombardamenti della scorsa settimana le forze armate israeliane hanno dichiarato di avere ucciso 250 militanti di Hezbollah, ma non sono mancate vittime fra i civili. E per questo Tajani ha stigmatizzato le perdite innocenti. Non solo: il post continua spiegando che "la mia missione serve a incoraggiare il dialogo con Israele sulla base di un necessario e duraturo cessate il fuoco". Il governo di Tel Aviv ha deciso che la tregua di due settimane con l'Iran non riguarda il Libano. Oggi, però, si incontreranno a Washington gli ambasciatori per rompere il ghiaccio e Tajani ieri ha dichiarato che "l'Italia è pronta a ospitare in futuro un negoziato tra Israele e Libano per arrivare ad una situazione di stabilità e pace". Il post su X "incriminato" continuava ribadendo il "nostro impegno militare e di formazione alle Forze Armate libanesi", che dovrebbero disarmare Hezbollah anche se oggi sembra un missione impossibile. E offriva al presidente Joseph Aoun "l'aiuto dell'Italia per contrastare i finanziamenti illeciti al terrorismo e scongiurare anche nuovi attacchi da parte di Hezbollah". Nelle ultime righe del post Tajani sottolineava, giustamente, che "faremo il possibile per raggiungere la pace e mettere fine alle sofferenze del popolo libanese. Bisogna evitare a tutti i costi un'altra escalation come a Gaza". Gli sfollati interni sono già un milione e mezzo e se la guerra continuasse potrebbero trasformarsi in una "bomba" migratoria verso l'Europa e l'Italia.
Anche ieri ci sono stati 150 raid israeliani nel Sud del Libano e lanci di razzi nel Nord di Israele da parte di Hezbollah. Gli americani avrebbero imposto di non colpire Beirut, ma i combattimenti si concentrano nella roccaforte di Hezbollah di Bint Jbeil, quasi caduta, a un passo dalla linea blu, che segna il confine mai riconosciuto fra i due Paesi. L'obiettivo israeliano, in vista delle fragili trattative, è impiantare 15 avamposti in territorio libanese a Sud del fiume Litani.
In mezzo ci sono i caschi blu dell'inefficace missione dell'Onu. Tajani si è video collegato dall'ambasciata a Beirut con le nostre truppe. Per motivi di sicurezza era impossibile raggiungere la base di Shama. "Vi porto il saluto di tutta l'Italia con grandi sentimenti di gratitudine per quello che avete fatto, che fate, che farete per garantire una pace difficile in quest'area martoriata" ha detto il ministro degli Esteri.
Dopo i tre "incidenti" negli ultimi giorni con le truppe israeliane ha ribadito di avere chiesto al ministro degli Esteri, Gideon Saar, "la sicurezza dei nostri militari nel sud del Libano come priorità". Ai soldati ha portato "la solidarietà per gli attacchi, gli incidenti che si sono stati" e aggiunto che "siamo fieri di ciascuno di voi per i rischi che correte".