Gli italiani si ribellano al coprifuoco: #ioil22nonlovoglio spopola sui social

Indignati, stanchi e spaesati: gli italiani si rifiutano di accettare la misura del coprifuoco anche per il periodo estivo e chiedono di riaprire senza orari

Gli italiani si ribellano al coprifuoco: #ioil22nonlovoglio spopola sui social

No, il coprifuoco alle 22 non è solo Matteo Salvini a non volerlo, non è solo il centrodestra a lamentarne l'inutilità. Da ieri sono molti gli italiani che su Twitter si ribellano a una restrizione che colpisce di nuovo (e soprattutto) gli operatori della ristorazioni e dà la mazzata definitiva al turismo anche quest'anno. L'hashtag #ioil22nonlovoglio è stato lanciato da Nicola Porro durante la Zuppa di Porro e successivamente rilanciata sui social. In tantissimi si sono uniti per far sentire la propria voce, mandando l'argomento di discussione in trend topic per tutta la giornata odierna.

Coprifuoco alle 22

In quanti andranno a cena in ristorante se alle 21.45 massimo vengono mandati via per rispettare il coprifuoco? Da Bologna in giù a quell'ora si sta ancora scegliendo cosa ordinare dal menù e da Roma in giù gli italiani d'estate devono ancora decidere se cenare a casa o in ristorante. Per non parlare delle isole, dove d'estate a quell'ora si è ancora in spiaggia a chiacchierare. Sempre che ce le facciano frequentare, le spiagge. E che dire del gelato dopo cena, una tradizione che viene in questo modo sradicata e che rischia di mandare in fallimento migliaia di gelaterie in tutto il Paese.

La controra

Certo, i più strenui difensori di questa misura suggeriscono di godersi la giornata dalle 5 del mattino (quando scade il coprifuoco) alle 22 della sera (quando si riattiva). Il problema è che non tutti sono a casa senza fare nulla e quelli che lavorano vorrebbero concedersi qualche ora di relax. E poi, chi dice questo forse non ha ben presente l'Italia nei mesi di luglio e agosto, soprattutto al sud. Dalle 11 alle 15 è pressoché impossibile mettere il naso fuori casa per una passeggiata, non per nulla esiste la controra nel meraviglioso meridione del nostro Paese, ossia le ore del primo pomeriggio dedicate alla pennichella al fresco delle mura domestiche. Non certo un'abitudine recente, basta leggere qualche saggio di letteratura classica, da Platone in poi, per rendersi conto che per gli antichi questo momento della giornata il caldo e il trasfigurati come spiriti e divinità malevoli, capaci di generare stati allucinatori.

E che dire, poi, dell'afa e dell'umidità che si respira nelle città dalle 16 alle 20, quando s'alza quella lieve arietta fresca che finalmente dà un po' di sollievo dopo una torrida giornata estiva? Peccato che a quel punto manchino solo 2 ore all'inizio del coprifuoco e ci sia a malapena il tempo di bere uno spritz, perché di cenare a quell'ora d'estate non se ne parla proprio. Come si fa a cenare con la luce (quasi) ancora piena, senza la prospettiva di potersi regalare la gioia di una passeggiata, in città o al mare, con un bel gelato tra le mani? Come si fa a cenare sapendo di dover correre a casa con il boccone ancora in bocca?

La protesta social

Forse, chi ha deciso di prorogare questa misura non conosce le abitudini degli italiani. Gli operatori del turismo e della ristorazione, però, le conoscono molto bene. Nell'hashtag #ioil22nonlovoglio sono raccolte migliaia di proteste di chi non capisce perché continuare con la misura del coprifuoco. Perché un anno fa non era necessaria e quest'anno saremo invece costretti a rincasare come moderne Cenerentola, ma con due ore d'anticipo. Sì, perché lei almeno poteva stare al ballo fino a mezzanotte, agli italiani non viene concesso nemmeno il rientro a casa alle 23.

Tutto è partito da questo tweet di Nicola Porro. "Il #coprifuoco alle 22 fino al 31 luglio oltre che follia è dittatura del pensiero, del buonsenso e della ragionevolezza". In tanti si sono uniti al giornalista e conduttore. "Io alle 22 sono a letto, ma se avessi 10 anni di meno starei bevendo la terza Tennent's in accappatoio mentre organizzo la serata", scrive Felipe ricordando gli innocui bagordi di gioventù. Crimen, invece, propone una protesta civile: "Un semplice gesto, prendiamo accordi: alle 22,00 in punto tutti noi stufi di questa STASI da Germania dell’est usciamo sul marciapiede davanti casa, fermi e mascherati...chi ce lo vieta?!".