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L'accordo sull'Artico: basi, minerali e armi

Trump: "Avremo tutte le strutture che ci servono". I media Usa: con Rutte l'intesa è ancora solo verbale

L'accordo sull'Artico: basi, minerali e armi
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Gli Stati Uniti avranno "accesso totale" alla Groenlandia e potranno costruire "tutte le basi militari che desiderano". Donald Trump esulta dopo aver annunciato dal palco del World Economic Forum di Davos il quadro di un futuro accordo per l'isola artica, e precisa che una "parte" del Golden Dome, il "sistema dei sistemi" di difesa integrata contro attacchi aerei e missilistici, si troverà sul territorio. "Stiamo ottenendo tutto ciò che vogliamo senza alcun costo", afferma il presidente americano in un'intervista a Fox News al termine del suo viaggio in Svizzera, pur ammettendo che potrebbe non acquisire formalmente la terra dei ghiacci come aveva precedentemente auspicato. Mentre il vice JD Vance assicura che "i negoziati con la Nato sulla Groenlandia stanno andando bene" e ribadisce che il territorio autonomo è importante per la sicurezza nazionale Usa, e il sistema di difesa missilistica Golden Dome dipende dalla sicurezza nella regione artica.

"Se questo accordo andrà in porto, e il presidente è molto fiducioso che accadrà, gli Stati Uniti raggiungeranno tutti i loro obiettivi strategici in relazione alla Groenlandia, a costi molto contenuti e per sempre", spiega da parte sua la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt. Ma cosa prevede il quadro normativo discusso mercoledì a Davos da Trump e dal segretario generale della Nato Marc Rutte? Anzitutto, come rivelano due fonti informate ad Axios, non include il trasferimento della sovranità complessiva sull'isola da Copenaghen a Washington.

Il piano, scrive il sito, comprende invece l'aggiornamento dell'Accordo di difesa della Groenlandia del 1951 tra Usa e Danimarca, che consente agli Stati Uniti di costruire basi militari sul territorio e di istituire "aree di difesa" se l'Alleanza Atlantica lo ritenesse necessario. Include poi sezioni sul rafforzamento della sicurezza in Groenlandia e sull'attività della Nato nell'Artico, nonché ulteriori lavori sulle materie prime. Infine, disposizioni sul posizionamento del Golden Dome nell'isola e sul contrasto alle "influenza esterne maligne" di Russia e Cina.

L'intesa al momento è solo verbale e Rutte fa sapere che ora i negoziati continueranno tra Usa, Danimarca e Groenlandia, e alla domanda se gli alleati possano fidarsi di Trump, risponde: "Ci si può sempre fidare delle sue parole". "Il patto invita gli alleati ad agire rapidamente sulla sicurezza dell'Artico - prosegue in un'intervista a Reuters a margine del Forum di Davos - Lo faremo insieme alla Nato con i nostri alti comandanti per definire ciò che è necessario. Non ho alcun dubbio che potremo farlo abbastanza rapidamente. Certamente spero sia entro il 2026, anzi spero addirittura all'inizio del 2026".

Il segretario generale parla pure della spinosa questione della sovranità del territorio, dicendo che non è stata sollevata durante il suo faccia a faccia con il tycoon. In Danimarca, tuttavia, si ritiene che la questione sia tutt'altro che risolta, e la premier Mette Frederiksen dice che "possiamo negoziare su tutto ciò che riguarda la politica: sicurezza, investimenti, economia, ma non possiamo negoziare sulla nostra sovranità. Sono stato informata che non è stato così". Copenaghen, prosegue, desidera perseguire "un dialogo costruttivo con i suoi alleati" sulla sicurezza della Groenlandia e dell'Artico, ma nel rispetto della sua "integrità territoriale".

La premier sottolinea di aver "coordinato i suoi sforzi" con il governo groenlandese durante tutto il processo di discussione, oltre ad aver "mantenuto uno stretto dialogo con la Nato e io stessa ho parlato regolarmente con Rutte, in particolare prima e dopo il suo incontro con Trump".

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