L'Alto Adige vuole riaprire (con la secessione). Ma il ministro Boccia frena: "Serve pazienza"

Gli indipendentisti rilanciano l'indipendenza altoatesina: "Ora referendum"

L'Alto Adige vuole riaprire (con la secessione). Ma il ministro Boccia frena: "Serve pazienza"

È un «via da Roma» letteralmente infuocato quello che invocano gli altoatesini in segno di protesta contro la fase due dettata dal governo nazionale. Dopo le scritte di fuoco «Los von Rom» comparse sulle montagne della Val Pusteria contro la decisione del governo di non lasciare piena autonomia alla provincia di Bolzano nell'avviare la ripartenza, il partito secessionista sudtirolese della Sued-Tiroler Freiheit rilancia l'indipendenza nel giorno in cui a Bolzano arriva il ministro degli Affari Regionali, Francesco Boccia, per trovare un accordo su come riavviare i motori della provincia autonoma dopo il lockdown.

Voglio ripartire e vogliono farlo a modo loro, come in Austria, tanto che la giunta a trazione Svp guidata dal presidente Arno Kompatscher ha presentato un disegno di legge per anticipare la riapertura di alcune attività, tra cui bar e ristoranti. Ma il ministro Boccia, parlando con il presidente della provincia autonoma di Bolzano, ha cercato di frenare le loro rivendicazioni e di arrivare ad un compromesso chiedendo un po' di pazienza, fino alla settima prossima, quando in base ai contagi si tireranno le somme e magari si potrà procedere a differenziazioni territoriali. «La visita del ministro - ha detto Kompatscher - mi ha consentito di fare il punto della situazione e illustrare i contenuti della nostra proposta legislativa che ora è all'esame del Consiglio provinciale. La strada che abbiamo deciso di percorrere è in linea con i principi espressi dal governo per quanto riguarda la tutela dei lavoratori e di tutti i cittadini ed è anche espressione della nostra autonomia, che è sinonimo di responsabilità». «Abbiamo diverse posizioni - ha aggiunto Kompatscher - per quanto riguarda la differenziazione territoriale, ma con il dialogo di oggi (ieri, ndr) abbiamo gettato le basi per il lavoro delle prossime settimane».

Ma i secessionisti hanno le idee chiare e vogliono fare a modo loro. «La libertà è indivisibile: chiediamo un referendum sull'indipendenza. Se una volta erano i cittadini della Germania occidentale ad abbracciarsi a quelli della Ddr, ciò accadrà anche nel Brennero», sostengono facendo riferimento agli abbracci del popolo tedesco il giorno dell'unificazione ipotizzando la stessa situazione tra i tirolesi del nord, del Tirolo austriaco, e quelli del sud, che vivono in Alto Adige. «Per molti in questi giorni sta crescendo nuovamente il forte desiderio del Los von Rom. La questione dell'indipendenza non è più un rischioso tabù». Il movimento della Sued-Tiroler Freiheit appoggia così la campagna provocatoria attuata dal corpo dei «cappelli piumati» dell'Alto Adige. Un atto dimostrativo per poter avviare la fase due in autonomia. Gli esponenti della Sued-Tiroler Freiheit sostengono che «molti tirolesi, a nord e a sud del Brennero si stanno preparando per il giorno in cui l'Alto Adige dichiarerà la sua indipendenza da Roma perché «siamo stranieri nello Stato italiano, non è il nostro Stato e non lo sarà mai».

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