Lampedusa al collasso. I cittadini parte civile nel processo alle Ong

In tribunale anche chi subisce gli effetti dell'invasione: "Un danno per tutta l'isola"

Lampedusa al collasso. I cittadini parte civile nel processo alle Ong

Anni di disagi, di lotte per veder valere i loro diritti negati, di proteste non ascoltate e ora i cittadini di Lampedusa hanno deciso di dire «basta» e di agire legalmente, tanto che si costituiranno parte civile nel processo che vedrà coinvolte 21 persone di tre diverse Ong, ovvero Jugend Rettet, Medici senza frontiere e Save the children, indagate nell'ambito dell'inchiesta sulla nave Iuventa, sotto sequestro nel porto di della città siciliana dal 2017. Ciò che hanno intenzione di fare è usare gli strumenti che la legge offre loro per condurre una battaglia contro l'immigrazione clandestina. Per questo si sono rivolti all'avvocato Valter Biscotti, uno dei più famosi penalisti italiani, per procedere all'eventuale costituzione di parte civile in quel processo. Unendosi all'associazione Conipos (Comitato nazionale per l'immigrazione possibile) costituita nel 2017 proprio per contrastare il fenomeno migratorio irregolare e approfondire dal punto di vista scientifico sul campo il reato di favoreggiamento all'immigrazione clandestina, alcuni di loro chiederanno pertanto di essere ammessi come parti lese.

«Questo processo - spiega l'avvocato Biscotti - avrà una rilevanza straordinaria perché finalmente si potranno stabilire i confini esatti tra attività di salvataggio e favoreggiamento all'immigrazione clandestina».

Molte associazioni ed enti pubblici stanno combattendo in tribunale contro l'ex ministro dell'Interno, Matteo Salvini, indagato per sequestro di persona nei processi Open Arms, per cui è stato di recente chiesto il rinvio a giudizio, e Gregoretti. L'azione dei lampedusani e di Conipos va a controbilanciare la situazione, portando ora in tribunale come parti lese coloro che per anni hanno dovuto subire gli effetti dei viaggi dei taxi del mare, che di fronte alle coste libiche caricano clandestini per poi portarli sulle coste siciliane.

«Ci siamo rivolti all'avvocato Biscotti già da tempo - specifica Rosario Costanza, lampedusano e anche coordinatore locale di Forza Italia -, perché abbiamo intenzione di costituirci parte civile. Ci sentiamo danneggiati perché l'attività migratoria non si connette con quella turistica. I danni procurati all'isola, ai cittadini e alle attività nel corso del tempo sono incalcolabili. Siamo promotori di questa e altre iniziative e adiremo anche ad altre costituzioni di parte civile qualora dovessero aprirsi altri processi nei confronti dei responsabili». Un clima che è cambiato e che fa capire come la misura sia colma.

«Sono anni che subiamo questo fenomeno - spiega il coordinatore della Lega di Lampedusa, Attilio Lucia - Ricordo quando attraccò qui la Sea Watch 3, peraltro da due giorni posta in fermo amministrativo da parte della Guardia costiera per irregolarità. Questa gente ci ha riempito l'isola di migranti, portando solo disagi. Il turismo ne risente, l'economia è al collasso, non abbiamo una sanità adeguata. Cosa altri dobbiamo sopportare? Per questo l'avvocato Biscotti tutelerà i nostri interessi e diritti nelle opportune sedi».

È oltretutto notizia di ieri che la nave quarantena Rhapsody da ieri sia in cantiere per aver urtato una boa. Un altro disagio che si aggiunge al disagio per gente che da anni non chiede che tornare alla normalità.

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