"Italiani infoibati come gli ebrei". E la solita Anpi insorge contro il Ministero

Una circolare inviata nelle scuole accosta gli eccidi delle foibe alla Shoah e al genocidio degli armeni, scatenando le pulsioni polemiche della sinistra da sempre critica del Giorno del Ricordo

"Italiani infoibati come gli ebrei". E la solita Anpi insorge contro il Ministero

Una circolare diffusa nelle scuole nel Giorno del Ricordo, firmata dal capo dipartimento del Ministero dell'Istruzione Stefano Versari, è diventata un pretesto per il solito polverone giustificazionista.

Uno dei passaggi della missiva firmata da già presidente nazionale dell'associazione genitori delle scuole cattoliche, ha scatenato le ire dell'Anpi. Testualmente recita: "Il 'Giorno del Ricordo' e la conoscenza di quanto accaduto possono aiutare a comprendere che, in quel caso, la 'categoria' umana che si voleva piegare e culturalmente nullificare era quella italiana. Poco tempo prima era accaduto, su scala europea, alla 'categoria' degli ebrei. Con una atroce volontà di annientamento, mai sperimentata prima nella storia dell’umanità. Pochi decenni prima ancora era toccato alla 'categoria' degli Armeni".

Il rimando ai genocidi perpetrati nella prima metà del Novecento è stato bollato come "assurdo" ed ha spinto l'Associazione dei Partigiani a protestare con una certa veemenza: "Chiediamo urgenti lumi al ministro dell'Istruzione su questa comparazione che consideriamo storicamente aberrante e inaccettabile", scrive Gianfranco Pagliarulo, il presidente nazionale di Anpi, mentre Roberto Cenati della sezione milanese aggiunge: "La Shoah ha una sua unicità per il coinvolgimento della popolazione tedesca nel suo complesso, fu uno sterminio pianificato su una popolazione inerme e senza colpa, così la si banalizza accostandola ad altri fenomeni pur tragici, prodotti della guerra scatenata dai nazifascisti, ma per mille ragioni non paragonabili".

Insomma, intorno ad una circolare destinata ai ragazzi basata per questo su concetti universalmente condivisibili, specie dai più giovani, come la pace e la tolleranza, si sono scatenate le solite proteste dal tono giustificazionista. Le obiezioni da parte della sinistra nei confronti del Giorno del Ricordo in generale, pur se sancito a norma di legge, sono infatti storicamente ascrivibili alla versione della storia che è andata per la maggiore in Italia per oltre mezzo secolo: dalla negazione del fenomeno delle persecuzioni antitaliane nel Confine Orientale in generale si è passati, man mano che la storia ha iniziato a fare giustizia, alla negazione del loro carattere "sistemico", per poi arrivare, al giorno d'oggi, all'ondata revisionista che vorrebbe dipingere addosso ai carnefici l'etichetta degli oppressi che si sono infine ribellati contro l'occupatore italiano (nonché fascista).

L'intento della circolare con il paragone con la Shoah, è quello spiegare ai più giovani quanto le pagine di storia possano essere certamente complesse e degne di approfondimento e contestualizzazione, ma pure piene di ingiustizia, quella dettata dal silenzio, ad esempio, che ha sepolto un dramma come quello italiano ma pure come quello, citato, subìto dagli armeni nel Caucaso. Ed è utile anche per mettere in guardia i ragazzi dai pericoli dell'odio ideologico, fanatico e di parte in ogni sua forma. Proprio come quello che ancora oggi tanti italiani manifestano contro altri italiani. E contro la loro memoria.

A cercare di gettare acqua sul fuoco ci ha provato il Ministro dell'Istruzione, Patrizio Bianchi che ribadisce l'assenza di intento comparativo: "Ogni dramma ha la sua unicità, va ricordato nella sua specificità e non va confrontato con altri, con il rischio di generare altro dolore".

Il ministro ha telefonato alla Presidente dell'Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, Noemi Di Segni, e a Pagliarulo, ricordando che il Ministero è da sempre impegnato nel tenere viva la memoria della Shoah. Voler vedere della malafede nel senso della missiva, dunque, è utile solo ad alimentare altro odio.

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