L'appello di Kiev all'Occidente: "Armi per sbloccare il grano". Ma Biden frena sui lanciarazzi

Alla vigilia del secondo "vertice delle armi" di oggi nella base militare americana di Ramstein, il governo di Kiev torna a chiedere quei mezzi pesanti che finora gli Stati Uniti non hanno voluto inviare

L'appello di Kiev all'Occidente: "Armi per sbloccare il grano". Ma Biden frena sui lanciarazzi

Alla vigilia del secondo «vertice delle armi» di oggi nella base militare americana di Ramstein, in Germania, tra i 40 Paesi che sostengono l'Ucraina nel conflitto, il governo di Kiev torna a chiedere quei mezzi pesanti che finora gli Stati Uniti non hanno voluto inviare: i sistemi lanciarazzi a lungo raggio Mlrs, il meccanismo più complesso e potente sviluppato in questa categoria di armamenti dall'industria occidentale.

Questa volta il presidente Volodymyr Zelensky spera di ottenere una risposta positiva, e anche ieri ha fatto pressione sui ministri della Difesa dei 40 Stati - non solo i trenta partner della Nato - che parteciperanno online al «Ramstein bis», il secondo vertice dopo quello del 26 aprile: «Chiediamo a tutti i paesi di fornire sistemi Mlrs, grazie ai quali l'Ucraina sarà in grado di prendere l'iniziativa e liberare il suo territorio», ha ripetuto ieri Zelensky. Necessari soprattutto per liberare i porti dove sono bloccate decine di tonnellate di grano e altri prodotti. Del resto il presidente ucraino li aveva sollecitati più volte per contrastare l'artiglieria pesante russa nel Donbass, ma Washington aveva tentennato per timore che possano essere usati per lanciare attacchi in territorio russo, espandendo e prolungando il conflitto. Zelensky ha avvertito però che «se alcuni Paesi in Europa o nel mondo si sono abituati al fatto che il Donbass sia territorio occupato dalla Russia, voglio dire che non è una buona cosa, quello è il nostro territorio».

La richiesta degli Mlrs si lega con l'emergenza nei porti ucraini chiusi dai russi dove i container di grano non possono partire: «Oggi ci sono 22 milioni di tonnellate di grano bloccate e i russi lo rubano costantemente e lo portano da qualche altra parte. La comunità mondiale deve aiutare l'Ucraina a sbloccare i porti marittimi, altrimenti la crisi energetica sarà seguita da una crisi alimentare - ha detto ieri Zelensky -. La Russia ha bloccato quasi tutti i porti e tutte le opportunità marittime per esportare cibo: il nostro grano, orzo, girasole e altro ancora. Queste strade devono essere sbloccate perché ci sarà una crisi nel mondo. Ci sono diversi modi per sbloccarla e un modo è l'esercito. Ecco perché ci rivolgiamo ai nostri partner con la richiesta di armi». Anche il consigliere presidenziale Mikhailo Podolyak, che ha escluso negoziati con la Russia sui convogli alimentari nel Mar Nero, ha ribadito che l'Ucraina, con più lanciarazzi di tipo Mlrs, sarebbe in grado di sbloccare le navi: «Negoziare con un Paese che ha preso in ostaggio centinaia di milioni di persone? Abbiamo un'idea migliore: il mondo deve consegnare all'Ucraina dei sistemi Mlrs e di altre armi pesanti necessarie per sbloccare il Mar Nero: faremo tutto da soli». Il segretario di Stato americano Blinken ieri ha chiamato la neo ministra degli Esteri francese Catherine Colonna per congratularsi della sua nomina, i due «hanno convenuto sull'importanza di continuare a sostenere con fermezza l'Ucraina e di mantenere costi significativi per il presidente Putin».

Sull'invio di armi ieri è scoppiato il caso Germania, con le rivelazioni della Bild che cita un documento riservato del ministero della Difesa tedesco secondo cui il Paese avrebbe sessanta veicoli da combattimento di fanteria Marder che non ha consegnato all'Ucraina. Secondo il tabloid funzionari tedeschi avevano finora negato di avere quei mezzi a disposizione da inviare, e di averli invece tutti in uso all'esercito.

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