Centinaia di giornalisti, oltre a membri del governo americano e diplomatici, hanno da poco iniziato la cena di gala dei Corrispondenti della Casa Bianca, la prima a cui partecipa anche il presidente Donald Trump con la first lady Melania, quando diversi spari riecheggiano nella lobby dell'Hotel Hilton di Washington. Il tycoon inizialmente rimane impassibile, mentre la moglie sembra pronunciare due parole: "Cosa succede?". Immediatamente gli agenti del Secret Service portano via dal palco il comandante in capo e il suo vice JD Vance, in direzioni opposte come previsto dal protocollo d'emergenza, e negli stessi attimi molti dei circa 2.500 ospiti si buttano sotto i tavoli o si nascondono dietro le colonne, e agenti armati di fucili d'assalto entrano in azione per proteggere l'uscita di Trump e degli altri vertici dell'amministrazione, tra cui il capo del Pentagono Pete Hegseth, il segretario di stato Marco Rubio, la portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt.
Per alcuni lunghi minuti i presenti rimangono attoniti, incollati ai cellulari, in attesa di notizie dal presidente, fino a quando lui stesso su Truth annuncia di essere sano e salvo. L'aggressore, identificato come il 31enne della California Cole Tomas Allen, è riuscito a forzare un posto di blocco all'ingresso dell'hotel, ma è stato subito fermato dagli agenti: uno di loro è rimasto ferito, ma non gravemente grazie alla protezione del giubbotto antiproiettile. Inizialmente Trump ipotizza che la festa possa riprendere, poi annuncia che è annullata, ma dà appuntamento nella sala stampa della Casa Bianca. Parla dell'uomo come di "un lupo solitario che voleva uccidere, una persona malata", e spiega che era armato di diverse armi (un fucile a canna liscia, una pistola e alcuni coltelli), e ha tentato di forzare la sicurezza all'ingresso della struttura, ma è stato bloccato dalle forze dell'ordine e non è arrivato vicino alla sala del gala. "È stata una serata un po' diversa da come ce l'aspettavamo, ma lo rifaremo", promette. A chi gli chiede se sia preoccupato per le minacce alla sua vita (si tratta del presunto terzo attentato), risponde: "È una professione pericolosa. Nessun Paese è immune alla violenza politica". The Donald ringrazia la first lady Melania, presente alla conferenza stampa, "per il suo coraggio e la sua pazienza", e ripete che "non possiamo consentire a questi criminali e persone cattive di cambiare il corso degli eventi nel nostro Paese. Ero pronto a un discorso, ma ora lo devo cambiare per quando la cena sarà riprogrammata. Sarà un discorso d'amore".
Il capo dell'Fbi, Kash Patel, assicura che "esamineremo a fondo il passato di questo individuo. Analizzeremo immediatamente tutte le prove per assicurarci di salvaguardare questo Paese". Mentre il ministro della Giustizia ad interim Todd Blanche conferma che nel mirino dell'aggressore c'erano i membri dell'amministrazione, e il vicedirettore del Secret Service, Matthew Quinn, definisce l'accaduto come "un tentativo di un codardo di generare una tragedia nazionale". Ma il sospettato, continua, "ha sottostimato le capacità di protezione del Secret Service ed è stato fermato al primo contatto". Trump poi ripete su Truth che "quanto accaduto è esattamente il motivo per cui le nostre grandi forze armate, i servizi segreti, le forze dell'ordine e, per ragioni diverse, ogni presidente degli ultimi 150 anni hanno preteso che venisse costruita una grande, sicura e protetta sala da ballo all'interno del complesso presidenziale".
Allen è a ora accusato di aver utilizzato un'arma da fuoco durante un crimine violento e di aver aggredito un agente federale, ma sono previsti altri capi d'imputazione, e oggi comparirà davanti alla corte distrettuale federale.