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L'aut-aut di Trump: "Hormuz è decisivo. E ci basta una notte per devastare tutto"

Respinti i 15 punti: "Mediatori al lavoro". Il tycoon mette nel mirino i siti energetici

L'aut-aut di Trump: "Hormuz è decisivo. E ci basta una notte per devastare tutto"
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I Paesi mediatori nel conflitto con l'Iran hanno avanzato la proposta di un cessate il fuoco di 45 giorni che potrebbe portare ad una fine definitiva della guerra, e Donald Trump lo definisce un "passo molto importante", ma "non ancora sufficiente". "Stanno negoziando proprio ora, vedremo cosa succederà" spiega il presidente degli Stati Uniti a margine delle celebrazioni pasquali alla Casa Bianca, ribadendo che Teheran non può avere l'arma nucleare, ma anche che il conflitto "potrebbe finire rapidamente se fanno alcune cose".

I media Usa spiegano che l'iniziativa sarebbe mediata da Pakistan, Egitto e Turchia, e il tycoon conferma che gli inviati Steve Witkoff e Jared Kushner, insieme al vicepresidente JD Vance, continuano a parlare con i negoziatori. Allo stesso tempo, tuttavia, avverte che il nemico può "essere neutralizzato in una notte, e quella notte potrebbe essere" oggi. Trump ammette che "se la scelta fosse mia, mi piacerebbe prendere il petrolio, perché è lì, a portata di mano. Non c'è assolutamente nulla che possano fare al riguardo". "Purtroppo, il popolo americano vorrebbe vederci tornare a casa. Ma se dipendesse da me, prenderei il petrolio, lo terrei, ci guadagnerei un sacco di soldi e mi prenderei cura del popolo iraniano molto meglio di quanto sia stato fatto finora" prosegue.

Trump dice di non essere preoccupato che il bombardamento delle centrali elettriche iraniane possa costituire un crimine di guerra, e anzi a suo parere "un crimine di guerra sarebbe consentire a Teheran di avere un'arma nucleare". La Casa Bianca in precedenza ha spiegato che, riguardo la proposta di una tregua, il presidente "non ha ancora dato il suo via libera" e questa è "una delle tante idee di cui si sta discutendo al momento, ma l'Operazione Epic Fury continua".

Secondo le fonti di Axios, i mediatori starebbero discutendo con le parti i termini di un accordo in due fasi: la prima fase prevederebbe un potenziale cessate il fuoco di 45 giorni, appunto, che potrebbe essere esteso se necessario, durante il quale si negozierebbe la fine definitiva della guerra. La seconda consisterebbe in un accordo per porre fine al conflitto. Due fonti hanno riferito che il piano operativo per una massiccia campagna di bombardamenti israelo-americana contro gli impianti energetici iraniani è pronto, ma la proroga della scadenza fissata da the Donald mira a dare un'ultima possibilità di raggiungere un compromesso. Un funzionario statunitense ha spiegato che l'amministrazione Trump ha presentato diverse proposte negli ultimi giorni, ma finora i funzionari della Repubblica islamica non le hanno accettate (e peraltro l'Iran ha già respinto anche l'idea della tregua). I mediatori stanno lavorando su misure di rafforzamento della fiducia che Teheran potrebbe adottare in merito alla riapertura dello Stretto di Hormuz e alle sue scorte di uranio, che rappresentano le principali carte del regime nei negoziati e per questo non accetterà di rinunciarvi completamente per soli 45 giorni di cessate il fuoco. Stanno anche lavorando su misure che Washington potrebbe adottare per dare all'Iran garanzie che la pausa non sarà temporanea e la guerra non riprenderà.

Trump è tornato pure sul post pubblicato su Truth domenica con minacce e insulti, che ha suscitato polemiche per il linguaggio utilizzato: "Aprite il maledetto Stretto, pazzi bastardi, o

vivrete all'inferno" ha scritto sul suo social dopo aver lanciato un ennesimo ultimatum per raggiungere un accordo o riaprire Hormuz. E ieri, ha precisato che le espressioni volgari erano "solo per chiarire il mio punto".

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