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Lavoro, accelera il recupero dei salari

Stipendi netti a -1% sul 2019. Il governo: sgravi strutturali per chi assume i giovani

Lavoro, accelera il recupero dei salari
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In attesa del decreto primo maggio, che potrebbe rendere strutturale il bonus per le assunzioni dei giovani under35, arrivano buone notizie sul fronte dei salari. Il secondo semestre 2025 ha confermato il recupero retributivo avviato nel 2023. E secondo il terzo report Cisl sulla contrattazione collettiva nazionale (basato su dati Istat, Ocpi e Inps), nel 2025 sono stati recepiti dall'Istat 33 contratti collettivi nazionali: la platea è di 4,7 milioni di lavoratori, il 37,1% del monte retributivo.

A livello numerico, nel secondo semestre, i rinnovi sono stati 14, con una forte accelerazione nel quarto trimestre. A fine anno risultano quindi in vigore per Istat 48 contratti, che coprono 7,6 milioni di dipendenti (57,8%), sottolinea il rapporto della Cisl. Migliorata anche la tempistica dei rinnovi: l'attesa media è scesa da 27,9 a 18,9 mesi, quasi 10 mesi in meno.

Il numero di dipendenti in attesa di rinnovo scende da 5,6 milioni a settembre (43,1% del totale) a 5,5 milioni a dicembre (42,2%).

Guardando ai salari, il quadro si articola su tre livelli distinti. Le retribuzioni contrattuali lorde mostrano ancora una perdita reale del -6,4% rispetto al 2019. Le retribuzioni di fatto lorde, che includono secondo livello, straordinari e indennità, riducono questa perdita al -1,7%, confermando il ruolo crescente della contrattazione decentrata. E le retribuzioni nette, infine, beneficiano delle politiche fiscali redistributive (taglio del cuneo contributivo, detrazioni Irpef), che portano il gap reale per i redditi mediani a meno dell'1% rispetto al 2019.

"Il sistema contrattuale italiano produce molto di più di ciò che l'indice Istat fotografa", afferma Mattia Pirulli, segretario confederale Cisl. "Leggere la dinamica salariale solo attraverso i minimi tabellari significa ignorare il valore della contrattazione decentrata e delle politiche fiscali redistributive. Questa distorsione rischia di alimentare letture fuorvianti e di oscurare un sistema che sa dare risposte concrete ai lavoratori", aggiunge.

Restano tuttavia ancora aperti rinnovi rilevanti (credito, assicurazioni, sanità privata, spettacolo, informazione). "Per la Cisl la priorità è il rinnovo tempestivo dei Ccnl, rafforzare la contrattazione decentrata, sostenere i redditi più bassi con adeguate politiche fiscali, per contrastare efficacemente il lavoro povero", sottolinea il report.

Intanto, si lavora al decreto primo maggio con il governo che punta a rendere strutturale il bonus per le assunzioni dei giovani under35. La misura, secondo quanto si apprende, potrebbe essere inserita nel prossimo decreto dopo che era stata rinnovata nel Milleproroghe, ma solo per 4 mesi, ed è dunque in scadenza a fine aprile. Nello stesso decreto di inizio anno, le agevolazioni per il lavoro delle donne erano invece state prorogate fino al 31 dicembre di quest'anno, ma quello di un maggior coinvolgimento femminile, viene spiegato, resta una priorità.

In particolare, il bonus giovani è un incentivo pensato per abbattere i costi dei contributi che le aziende devono versare, nel caso di assunzioni a tempo indeterminato. Ad oggi, i requisiti per rientrare nella misura sono non aver ancora compiuto 35 anni e non aver mai avuto, in precedenza, un contratto di lavoro a tempo indeterminato. L'agevolazione in vigore consiste in uno sgravio contributivo per l'azienda del 100%, se l'assunzione genera un incremento occupazionale netto (il numero totale dei dipendenti deve aumentare rispetto alla media dell'anno precedente), e del 70% se il numero complessivo dei dipendenti invece non aumenta. L'incentivo varia sul territorio nazionale.

Il massimale dell'esonero è di base pari a 500 euro mensili, ma sale a 650 euro mensili per le assunzioni effettuate presso una sede o unità produttiva ubicata nelle regioni Abruzzo, Molise, Campania, Basilicata, Sicilia, Puglia, Calabria, Sardegna, Marche e Umbria.

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