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Guerra in tribunale D’Urso-Mediaset

L’azienda respinge le accuse: "Strumentali"

Guerra in tribunale D’Urso-Mediaset
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Sarà il tribunale civile di Milano a celebrare l'atto finale del divorzio tra Barbara D'Urso e Mediaset. A stabilire cioè se la conclusione tempestosa del rapporto ultradecennale tra la conduttrice e il Biscione sia stata segnata da persecuzioni e angherie, come sostiene la D'Urso, o sia stata la fine inevitabile, come dice Mediaset, di una vicenda ormai logorata, in cui l'azienda ha cercato di venire incontro il più possibile alle pretese della sua star.

La causa civile è la conclusione inevitabile del tentativo (naufragato) della D'Urso di monetizzare i presunti torti subiti in questi anni con una procedura di mediazione assistita. La procedura era stata avviata dalla D'Urso con un atto notificato nei mesi scorsi all'azienda di Cologno Monzese in cui chiedeva di concordare un megarisarcimento a fronte di almeno tre torti che sosteneva di avere subito: dal mancato pagamento dei diritti d'autore sul format di "Live - Non è la D'Urso" alla pubblicazione tre anni fa sul profilo ufficiale "Qui Mediaset" di un post (poi rimosso) considerato ingiurioso. Ma è la terza doglianza a raccontare ancor meglio come la D'Urso si sia sentita nella fase finale considerata dall'azienda una risorsa di seconda fascia, meno valorizzata di astri come Maria De Filippi e Silvia Toffanin: le liste degli ospiti dei programmi della D'Urso sarebbero state sottoposte per l'approvazione alle due colleghe-rivali prima della messa in onda. Una circostanza che l'entourage della De Filippi ieri smentisce con forza, "non c'è mai stata presentata nessuna lista del genere".

Alla notizia, anticipata dalla Stampa, della causa intentata dalla D'Urso la replica più netta viene dai vertici di Mediaset che - senza entrare nel dettaglio delle contestazioni - danno alla conduttrice la responsabilità del divorzio: "In fase di rinnovo del contratto nel 2023 è stata proposta a D'Urso la prosecuzione di Pomeriggio 5.

Il rinnovo non si è concretizzato a fronte della pretesa da parte di D'Urso della conduzione di due prime serate, incompatibili con le esigenze di palinsesto". In questi anni Mediaset riferisce di avere versato alla conduttrice compensi per 35 milioni di euro, introiti pubblicitari a parte.LF

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