"La Lega? Fatta fuori per proteggere i rapporti con Usa e Ue"

L'ex ministro del governo Prodi, Arturo Parisi, spiega in un'intervista il retroscena dietro la formazione dell'esecutivo giallo-rosso: "Proteggere l'ordine euro-atlantico è la vera causa oggettiva che ha spinto ad un accordo contro l'attentatore di turno"

"La Lega? Fatta fuori per proteggere i rapporti con Usa e Ue"

Ci sono cose, come il sostegno alla nuova presidente della Commissione Ue, Ursula Von Der Leyen, per cui al Movimento 5 Stelle non interessa il parere degli iscritti. Segno che l’azione politica dei pentastellati procede nel solco della fedeltà euroatlantica. Un’appartenenza che non può essere messa in discussione neppure da quella base che dovrebbe avere l’ultima parola su tutto.

È proprio sulla necessità di “proteggere l’ordine euro-atlantico” che secondo Arturo Parisi, ex ministro e sottosegretario nei due governi Prodi e fondatore dell’Ulivo, si fonda il governo giallo-rosso. In questo senso, infatti, il leader della Lega, Matteo Salvini, era visto come una “minaccia”. Inviso a Bruxelles e scaricato da Trump, che ha investito personalmente il premier Giuseppe Conte del ruolo di custode dell’amicizia con Washington. L’esigenza di confermare la fedeltà italiana all’atlantismo è “la vera causa oggettiva che ha spinto e costretto ad un accordo contro l'attentatore di turno”, sostiene Parisi in un’intervista al quotidiano Italia Oggi. Ma il patto giallo-rosso ha anche un altro scopo, secondo Parisi, che cita Romano Prodi: quello di aver ridato linfa vitale al bipolarismo.

L’esecutivo varato da Zingaretti, Di Maio e Conte è “post-ideologico”, d’accordo. Ma è un blocco unico allineato sui temi internazionali e sulla lealtà all’Unione europea che si oppone al centro-destra e in particolare alla Lega di Matteo Salvini. Per questo, prevede l’ex capo della Difesa, il Conte Bis durerà “il più a lungo possibile”. Il collante che potrebbe portare l’unione nata dopo il divorzio con la Lega fino a fine legislatura non è soltanto l’appuntamento con l’elezione del presidente della Repubblica. A tenere insieme Dem e grillini, a parte il “desiderio dei singoli parlamentari, per di più minacciati dal taglio dei posti appena approvato”, c'è proprio “la linea di aggressione all'ordine euro-atlantico che Salvini, sembrerebbe intenzionato ad accrescere”. Una riedizione al contrario della “conventio ad excludendum" dettata, come all’epoca della guerra fredda, dalla congiuntura internazionale.

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