Lega-Fdi, fuoco su Lamorgese. Fi la blinda: nessuna sfiducia

Il ministro dell'Interno esclude la pista del terrorismo sui fatti di Rimini. Iv: vicenda usata per fini elettorali

Lega-Fdi, fuoco su Lamorgese. Fi la blinda: nessuna sfiducia

L'emozione, la rabbia, lo sconcerto per la gravissima aggressione avvenuta a Rimini da parte di un ragazzo somalo di 26 anni ai danni di due dipendenti della società di trasporti, di un bambino di sei anni e altri passanti è ancora viva. E così Luciana Lamorgese, nel mirino delle accuse della Lega e di Fratelli d'Italia, decide di fare la sua mossa e partecipare in Prefettura al Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza della provincia di Rimini, città che si attesta al terzo posto in Italia per indice di criminalità.

Il ministro dell'Interno inciampa però in una frase che finisce per alimentare il fuoco delle polemiche. «Abbiamo escluso la pista terroristica. Su questo abbiamo certezza. Mentre avveniva questo episodio, le polizie europee erano in collegamento tra di loro per avere certezza di questo. Ho manifestato la voglia di venire qui per dimostrare la vicinanza delle istituzioni e del ministro. È con me il capo della polizia: abbiamo fatto un punto sulla situazione con il sindaco, con il quale ci siamo sentiti anche nei giorni scorsi per manifestare la nostra vicinanza a questo territorio che si è visto davvero offeso da un gravissimo episodio criminale. È stato un episodio che certamente non doveva capitare, ma che poteva capitare in qualunque parte d'Italia o d'Europa, perché era una persona evidentemente disturbata».

È su quest'ultima affermazione che si accende la polemica. «La Lamorgese a Rimini, ha detto: poteva capitare dappertutto; secondo me un ministro dell'Interno che dice questo prima cambia mestiere e meglio è per l'Italia e gli italiani» attacca Matteo Salvini, poco disposto a fare sconti dopo le dimissioni di Claudio Durigon. Su queste parole lanciano il loro affondo anche i capigruppo del Carroccio. «Un immigrato ha accoltellato cinque persone tra cui un bambino, ma per la Lamorgese poteva capitare ovunque. Ringraziamo il ministro! Finalmente ha ammesso la sua totale incompetenza e ha detto a tutti gli italiani che non sono al sicuro. Lei e il suo partito, ovvero il Pd, si comportino di conseguenza: via dal ministero» dicono Riccardo Molinari e Massimiliano Romeo. «Se un questore o un prefetto commentassero nello stesso modo un grave episodio criminale avvenuto nel loro territorio di competenza verrebbero rimossi in un istante», chiosa Roberto Calderoli.

Altrettanto dura la posizione di Fratelli d'Italia. «Il richiedente asilo somalo era stato segnalato dalla Croce Rossa alla Prefettura come soggetto pericoloso. Ma il governo non ha fatto nulla, come ormai è prassi nell'era Lamorgese» attacca Giorgia Meloni -. Cosa altro deve accadere per sostituire il ministro Lamorgese con qualcuno di capace?». Sulle dichiarazioni del ministro torna invece Fabio Rampelli. «Troviamo lunare che la responsabile della sicurezza degli italiani si compiaccia del lato positivo della vicenda: Le vittime non sono in fin di vita».

Forza Italia, da sempre contraria alle mozioni di sfiducia individuali, sceglie una linea critica, senza personalizzare. «C'è un problema di sicurezza che va affrontato e un problema immigrazione che implica alcune riflessioni» sostiene Antonio Tajani. «Abbiamo chiesto al premier Draghi di dar vita ad un tavolo di confronto tra le forze che sostengono il governo con la presenza del ministro Lamorgese proprio per discutere i punti che devono essere corretti e trovare soluzioni efficaci. Non è questo il momento delle sfiducie individuali ai ministri. Noi non ne abbiamo mai fatte, neppure quando eravamo all'opposizione».

E anche Marco Di Maio (Italia viva) difende Lamorgese: strumentalizzare politicamente quella vicenda «va oltre lo squallore».

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