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La Lega invoca la stretta sulla cittadinanza. Altolà di Forza Italia

Salvini: "Con un crimine grave ti revoco tutto". Tajani: "L'attentatore è italiano"

La Lega invoca la stretta sulla cittadinanza. Altolà di Forza Italia
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L'attentato di Modena apre il confronto dentro la maggioranza. Nel giorno in cui Giorgia Meloni, con Sergio Mattarella, si reca in ospedale a trovare i feriti, il primo sasso viene lanciato da Matteo Salvini che invoca una stretta all'insegna della cancellazione dei permessi di soggiorno. "Se commetti un crimine grave ti revoco il permesso e la cittadinanza, in un Paese serio funziona così, si tratta di legittima difesa", dice Salvini alla scuola di formazione del Carroccio. Poco dopo il partito diffonde una nota per annunciare che "Salvini ha dato mandato a un gruppo di giuristi di rifinire le proposte sulla sicurezza presentate dalle europarlamentari del suo partito". L'obiettivo, spiegano, è introdurre "un meccanismo sul modello della patente a punti" che consenta la revoca del permesso di soggiorno per chi commette reati gravi. "Se la fiducia viene tradita, revoca del permesso ed espulsione devono diventare la regola". Salvini insiste anche sul tema dell'integrazione: "Le seconde generazioni che hanno voglia integrarsi sono benvenute, chi rifiuta la cultura e la legge del paese in cui cresce costituisce un problema". E la Lega e il Gruppo dei Patrioti al Parlamento europeo chiedono di discutere i fatti di Modena nell'aula di Strasburgo.

La risposta degli alleati arriva quasi in tempo reale. Da Catanzaro Antonio Tajani replica in modo secco: "Togliere il permesso di soggiorno a chi delinque? Chi è stato protagonista non aveva un permesso di soggiorno, è cittadino italiano". Dentro Forza Italia emerge la richiesta di evitare decisioni dettate dall'emotività. "È una decisione che non può prendere da sola la Lega osserva il ministro della Pubblica amministrazione, Paolo Zangrillo È un tema su cui dobbiamo stare attenti a non assumere decisioni sull'onda dell'emotività".

Nel pomeriggio arriva poi la presa di posizione del ministro dell'Interno Matteo Piantedosi, che di fatto boccia tecnicamente l'iniziativa del leader del Carroccio. "Con Salvini ho lavorato e credo che con i fatti ho dimostrato di condividere questa attenzione per una gestione più sostenibile dell'immigrazione irregolare. Qui però stiamo parlando di altro".

Parole che certificano la distanza tra la linea politica della Lega e la prudenza di una parte del governo. Dentro Forza Italia, tuttavia, non manca chi promuove la linea dura. "Chi viene in Italia per delinquere è giusto che venga mandato via", afferma il presidente della Calabria Roberto Occhiuto. "Ciò che succede in è frutto di una pluridecennale disattenzione verso i problemi dell'inclusione".

Dal partito azzurro arriva anche una richiesta di chiarimenti al Viminale. Il deputato emiliano Davide Bergamini annuncia un'interrogazione "per capire se il soggetto fosse tenuto sotto osservazione e se vi siano eventuali elementi riconducibili a fenomeni di radicalizzazione".

Sulla vicenda interviene Roberto Vannacci, con toni durissimi. "Quello che è accaduto non può essere derubricato a semplice episodio di cronaca o a follia di uno squilibrato", scrive il leader di Futuro Nazionale, rilanciando il tema della "remigrazione".

"Chi non rispetta le nostre leggi deve essere espulso e culture incompatibili con la nostra non possono restare".

Più prudente invece il ministro della Difesa Guido Crosetto: "Siamo vicini alle persone colpite da questo dramma. È probabilmente qualcosa che ha ragioni più individuali, quindi totalmente impossibile da prevedere".

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