"Con le leggi attuali sconti a pioggia. Per i colpevoli alla fine niente cella"

La presidente dell'"Osservatorio delle vittime", Elisabetta Aldrovandi, lancia l'allarme

"Con le leggi attuali sconti a pioggia. Per i colpevoli alla fine niente cella"

I responsabili della tragedia alla Lanterna Azzurra di Corinaldo, qualora fossero individuati, potrebbero non fare un giorno di carcere. A spiegare il perché è la presidente dell'Osservatorio nazionale sostegno vittime, avvocato Elisabetta Aldrovandi.

Quali sono le conseguenze penali per i gestori del locali e il minore accusato di avere spruzzato lo spray urticante?

«Se le ipotesi di reato di cui si parla saranno confermate, si tratta di omicidio colposo plurimo per i gestori e di omicidio preterintenzionale per il minore. Il che, con le leggi attualmente in vigore, premiali e basate su sconti a pioggia sia durante il processo sia dopo la condanna, difficilmente potrebbe tradursi per entrambi in carcere effettivo».

Come è possibile?

«Con le attenuanti generiche ed eventualmente specifiche difficilmente saranno reclusi. Ricordiamoci che per condanne definitive fino a 4 anni si può accedere a misure alternative».

La tragedia di Corinaldo si poteva evitare?

«Certo è che appena diramata la notizia è emerso un fatto inquietante, ossia che talvolta i locali in cui si tengono concerti di cantanti o rapper possono riuscire, attraverso escamotage, a vendere più biglietti di quelli rilasciati dalla Siae, con la conseguenza di riempire la discoteca di un numero di persone più alto del consentito e di non riuscire a garantire sicurezza per tutti in caso di pericolo. Nel caso di Corinaldo si accerterà come sono andate le cose, certo è che se ci sono sei morti e decine di feriti qualcosa non ha funzionato come doveva. Non si parli, insomma, di fatalità».

Da presidente di un'associazione che ha l'obiettivo di cambiare le leggi per garantire più tutela alle vittime, quali suggerimenti può dare?

«Anzitutto, sottoporrei chi entra nelle discoteche a perquisizione, per evitare possesso di droga e di questo spray, che sembra diventato una pessima moda nei locali, per divertimento o per commettere reati approfittando del panico generale. Inoltre, è necessario limitare i concerti all'interno delle discoteche, dato che è piuttosto facile aggirare le norme in tema di capienza dei locali. Infine, renderei nominativa la drink card data all'ingresso, per evitare che clienti maggiorenni acquistino alcolici per i minorenni, visto che per legge è vietato. Dietro l'idolatria per una certa musica e certi testi, per un tipo di divertimento insano, talvolta si nasconde un disagio che fa parte di un momento evolutivo della vita di un ragazzino, e la famiglia deve cogliere il segnale e interpretarlo. Un grande lavoro in questo possono fare le istituzioni, compresa la scuola».

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