L'Emilia Romagna, regina dell'accoglienza dei migranti, scopre la paura. La Regione rossa è prima nella speciale classifica sui cittadini stranieri residenti: 12.9% della popolazione, pari a 579mila persone.
Un fenomeno alimentato da un sistema assistenzialista diffuso: mense, reti caritative, case famiglia, occupazioni e situazioni di degrado tollerate dalle amministrazioni a guida Pd. Pochi giorni fa, la Corte dei Conti ha contestato alla prefettura di Bologna oltre 1,3 milioni di euro di proroghe e affidamenti. Sono tanti soldi, tutti destinati al settore della gestione dei fenomeni migratori, che sarebbero stati affidati al sistema delle cooperative e delle onlus senza i controlli preventivi. Anche a Modena, la città in cui ha deciso di colpire Salim El Koudri, l'allarme sociale non è una novità. Anche perché il punto in cui è avvenuto l'impatto era a meno di un minuto di macchina dalla Sinagoga della città. Tra centri islamici abusivi e baby gang, la questione islamica ha preso piede da tempo. Ad aprile scorso, l'istituto tecnico industriale Enrico Fermi ha ospitato un incontro intitolato "Identità e fede islamica". Tra gli ospiti, anche il referente della comunità islamica di Sassuolo Hicham Houchim, che è un rappresentante dell'Ucoii. Le "lezioni di islam", come sono state ribattezzate, erano destinate agli studenti delle classi seconde. E ne è nata una discreta polemica politica. Era già successo a San Felice sul Panaro, un paese della provincia modenese, dove il preside di una scuola aveva optato per un corso di arabo e di cultura islamica.
Nel modenese, come nel resto dell'Emilia, la presenza musulmana è percepita soprattutto attraverso due fattori: la proliferazione di moschee abusive e le infiltrazioni religiose nelle scuole. Come si evince dalla pagina della Comunità Islamica di Modena, è stato loro ospite il corrispondente dell'emittente di proprietà del Qatar Wael Dahdouh, recentemente invitato per la seconda volta in Parlamento dalla deputata dei 5 Stelle Stefania Ascari, presente con dei suoi colleghi anche all'incontro pubblico in moschea. E sono diverse le comunità attive in città, tra cui spicca l'organizzazione "Modena per la Palestina", promotrice seriale di eventi con protagonisti del mondo politico, sindacale, antagonista in tutta l'Emilia-Romagna. Ma è noto che la regione sia un epicentro anche per chi oggi è accusato del reato 270 bis, che punisce chiunque promuova o finanzi il terrorismo. È il caso di Abu Rawwa (uno dei sodali di Mohammad Hannoun), assiduo frequentatore del centro islamico di Reggio Emilia, è esemplificativo: è lui che ha comprato, con il suo socio, decine e decine di appartamenti poi sottoposti a sequestro per l'indagine della Procura di Genova. Tutti in contanti e aggiudicati all'asta.
La regione rossa è, infatti, attenzionata dalle forze dell'ordine sia per motivi di ordine pubblico che per il proliferare di centri islamici, la maggior parte dei quali irregolari e abusivi, in cui il pericolo del radicalismo è sempre
più elevato. Ed è anche un fulcro estremamente interessante per la Guardia di Finanza, che deve vigilare su un crescente volume di flussi finanziari sospetti e che ruotano attorno a donazioni e costruzione di nuovi edifici.