Il governo Meloni va avanti sull'agenda economica con l'obiettivo di tagliare le tasse e rafforzare la crescita. Nell'informativa alla Camera, la presidente del Consiglio ha ribadito che l'esecutivo non intende fermarsi, spiegando che "compatibilmente con il quadro della finanza pubblica, continueremo a lavorare per ridurre il carico fiscale a cittadini, famiglie e imprese, perché questo avevamo promesso e questo continueremo a fare anche con la prossima legge di Bilancio". Una linea che punta a consolidare i risultati già raggiunti, dal taglio del cuneo fiscale alla riduzione dell'Irpef fino al riordino del codice tributario, su cui il governo è "in dirittura d'arrivo per definire uno strumento che riordinerà definitivamente una materia per troppo tempo trascurata".
Nel bilancio dei primi anni di governo trovano spazio oltre 100 miliardi recuperati dalla lotta all'evasione, il rafforzamento dell'occupazione (1,2 milioni di occupati stabili in più e 550mila precari in meno) e la crescita del Mezzogiorno, elementi che secondo la premier dimostrano la solidità dell'azione dell'esecutivo. "Abbiamo tagliato il cuneo fiscale per 18 miliardi l'anno, ridotto l'Irpef e le tasse sui premi di produttività e stiamo attuando una riforma fiscale attesa da oltre mezzo secolo", ha sottolineato Meloni, ricordando come nel Sud Pil e occupazione stiano crescendo più della media nazionale e come l'obiettivo sia ora estendere i meccanismi più efficaci della Zes a tutto il territorio per ridurre la burocrazia.
Ma nell'immediato ci sono due priorità che l'esecutivo si è dato: intervenire sulla questione abitativa e sul lavoro povero. Questi due temi saranno al centro dell'ormai tradizionale Cdm del primo maggio, una riunione ad hoc sui temi economici introdotta proprio da Meloni. Sul fronte immobiliare l'obiettivo è realizzare un Piano Casa "robusto, strutturale" da oltre 100mila alloggi in dieci anni tra edilizia popolare e case a prezzi calmierati nei prossimi dieci anni, pensato per sostenere giovani coppie, lavoratori e famiglie che oggi faticano ad accedere al mercato. La premier ha spiegato che sempre più italiani si trovano in una zona grigia, "troppo benestanti per accedere alle case popolari e troppo poveri per sostenere i prezzi del mercato" e che uno Stato giusto deve aiutarli. "Molto ci siamo occupati dei salari in questi anni ma è evidente - ha sottolineato la premier - che esistono ancora sacche di lavoro povero e nel Consiglio dei ministri del primo maggio "vareremo ulteriori regole per combattere il lavoro povero, rafforzando i diritti di quei lavoratori attraverso la contrattazione collettiva".
La linea italiana sarà forte anche in Europa, a partire dal Patto di stabilità, su cui Meloni ha indicato una posizione chiara: in caso di nuova crisi internazionale "non dovrebbe essere un tabù ragionare su una possibile sospensione temporanea con un provvedimento generalizzato e non una deroga per singolo Stato membro", ha chiarito. L'obiettivo è evitare che regole troppo rigide penalizzino l' economia Ue in una fase di forte instabilità globale. Sul fronte energetico l'esecutivo insiste sulla revisione del sistema Ets e sulla possibilità di adottare misure nazionali urgenti per ridurre i prezzi e proteggere imprese e famiglie.
Confermata la linea dura contro i furbetti. "L'Italia è pronta ad attivare ogni possibile misura per prevenire comportamenti speculativi, compresi, se necessari, ulteriori interventi sui profitti delle società energetiche", ha concluso.