Letta ci vuole tutti in ginocchio

Il leader Pd contro i sei azzurri che non si inginocchiano: "Una scena pessima". Ecco perché vuole legare tutti gli italiani alla dittatura del politicamente corretto

Letta ci vuole tutti in ginocchio

Non c'è polemica più stucchevole di quella sui campi da calcio trasformati (a uso e consumo del politicamente corretto) in confessionali laici. La sinistra vorrebbe vedere tutti i calciatori in ginocchio in nome della lotta al razzismo. Una lotta sacrosanta, per carità, ma che ognuno porta avanti come vuole. E così apriti cielo se qualcuno prova a opporsi a questa dittatura. Magari lo fa perché non ci crede oppure perché pensa (a ragione) che certe battaglie non si combattono dedicando qualche istante prima di una partita ma impegnandosi quotidianamente a cambiare, con gesti semplici, la società in cui si vive. Sta di fatto che nessuno può arrogarsi il diritto di lapidare Gianluigi Donnarumma, Leonardo Bonucci, Alessandro Bastoni, Jorginho, Marco Verratti e Federico Chiesa perché prima della partita contro il Galles sono rimasti in piedi. Meno di tutti può farlo Enrico Letta che, per mero calcolo politico, vorrebbe tutti gli italiani in ginocchio, sudditi dell'ideologia progressista.

Tutto ha avuto inizio con il brutale omicidio di George Floyd, ucciso per mano dell'agente di polizia Derek Chauvin. "I can't breathe", cercava di urlare l'uomo mentre il poliziotto lo immobilizzava calcandogli il ginocchio sul collo. Morì così: soffocato. Era il 25 maggio dell'anno scorso. Gli Stati Uniti furono subito travolti da un'ondata di proteste che presto contagiarono pure molti Paesi del Vecchio Continente. Ben presto la giusta indignazione contro la morte di Floyd venne strumentalizzata dai cultori del politicamente corretto per piegare l'opinione pubblica occidentale ai diktat del pensiero progressista. Così accadde che, quando l'ex presidente della Camera Laura Boldrini si inginocchiò a Montecitorio per l'afroamericano ucciso, in molti le fecero notare l'indifferenza nei confronti di Desirée Mariottini e Pamela Mastropietro quando vennero stuprate e ammazzate, una a Roma e l'altra a Macerata, da alcuni immigrati.

Oggi quella stessa polemica è tornata con prepotenza nella calura estiva di Euro 2020, una competizione che di retrò ha persino l'anno. La Nazionale di Roberto Mancini fa molto bene: prima del girone e pronta ad affrontare l'Austria agli ottavi, è ora tra le favorite. Ma se non sono il gioco o la tattica a infiammare lo scontro, ci pensano i soliti buonisti che sono sempre pronti a scagliarsi contro chi non la pensa come loro. A dare il via ci ha subito pensato Claudio Marchisio. "È una protesta importante - ha sentenziato - avrei preferito che gli azzurri si fossero inginocchiati tutti". Tempo ventiquattr'ore ecco Letta rincarare la dose: "Vorrei fare un appello ai nostri giocatori: che si inginocchino tutti, perché francamente l'ho trovata una scena pessima. Se si mettono d'accordo sugli schemi di gioco - ha detto a Otto e mezzo su La7 - si mettono d'accordo anche su quello, è meglio anche perché i gallesi erano tutti inginocchiati, gli italiani no". Ancora oggi, intervenendo a Radio anch'io su Rai Radio1, ha ribadito di aver provato "fastidio" nel vedere solo "metà squadra inginocchiata". "Non sono mai sufficienti i gesti - ha infine concluso - e non c'è destra o sinistra, tutti siamo antirazzisti".

Nessuno mette in dubbio l'antirazzismo, ma sfugge il motivo per cui Letta e compagni vogliano tutti gli Azzurri (e tutti gli italiani) in ginocchio davanti alla causa dei Black Lives Matter. Una causa che ha già dimostrato di essere poco trasparente e comunque divisiva. Forse perché soffiare su certe campagne di bandiera serve al Pd a raggranellare qualche voto in più tra i duri e puri della base dem. Peccato che questo non faccia altro che acuire le distanze all'interno del nostro Paese. Oggi, come già un anno fa con la Boldrini, in molti hanno rinfacciato alla sinistra di non essersi battuta allo stesso modo per Saman Abbas. Ma è la sinistra. E sappiamo bene che sceglie quali battaglie combattere in base al proprio tornaconto.