​Letta tira dritto: "No al negoziato". Ma il ddl Zan va verso il rinvio

Enrico Letta tira dritto sul ddl Zan, ma arriva una degli emendamenti che potrebbero affossare la legge grazie ai franchi tiratori

​Letta tira dritto: "No al negoziato". Ma il ddl Zan va verso il rinvio

"Non c'è nessun cambio di linea. Si al confronto in Senato. Nessun negoziato con Salvini. Per noi il testo Camera rimane il migliore". Enrico Letta tira dritto sul ddl Zan. Almeno è questo che fanno filtrare dal Nazareno.

Nel giorno in cui in Senato inizia la battaglia sugli emendamenti, il segretario del Pd respinge al mittente anche l'ultimo tentativo di mediazione fatto dal leader del Carroccio, Matteo Salvini. Una mossa che trova l'apprezzamento del presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini che, ospite di Omnibus su La7, dice: "Condivido le dichiarazioni di Letta, in Parlamento il Pd è aperto a tutte le valutazioni del caso per migliorare la legge. È l'atteggiamento giusto per cercare di ottenere quello che in tanti Paesi europei c'è già". E aggiunge: “Si fa fatica a discutere del ddl Zan in termini di miglioramento con quelli che sono amici di Orban" promotore di leggi"che portano indietro al Medioevo". “Non si può nemmeno mediare all'infinito su dei valori che devono essere cardine", conclude Bonaccini.

Al netto di questa linea politica, il Pd dovrà tenere conto dell'oggettiva difficoltà di approvare una legge che, allo stato attuale, rischia di essere affossata sotto i colpi dei voti segreti. Infatti, non soltanto la Lega presenterà degli emendamenti che possono far vacillare sia Italia Viva sia i critici dentro i giallorossi, ma anche il leader del Psi Riccardo Nencini e vari esponenti del gruppo delle Autonomie, tra cui la senatrice Julia Unterberger, sono intenzionati a proporre dei cambiamenti al ddl Zan. Nencini presenterà un solo emendamento sull'articolo 4 perché la sua formulazione "è scivolosa" e, a suo dire, qualche pm potrebbe commettere l'errore di perseguire semplici opinioni. La Unterberger, capogruppo delle Autonomie, invece, chiarisce: "Personalmente voterei subito il ddl così come è, ma prendo atto che la destra non lo vota e per favorire un compromesso presenterò un emendamento sugli articoli 1, 4 e 7" per 'favorire un compromesso' ". Che, poi, è la stessa posizione esposta da Italia Viva in queste ultime settimane anche se i renziani, al momento, sembra non presenteranno emendamenti. L'ex premier Giuseppe Conte, invece, ieri ha confermato che il M5S appoggerà il ddl Zan e né i grillini né i dem presenteranno emendamenti che possano impedirne l'approvazione. Il Pd presenterà degli ordini del giorno per fissare dei 'palettì sul tema dell'identità di genere ma l'obiettivo è quello di non modificare in alcun modo il provvedimento.

Ma l'esame del provvedimento rischia comunque di slittare a settembre dato che la Lega ha già depositato 700 emendamenti e che, prima della pausa estiva, l'Aula del Senato dovrà convertire in legge i decreti in scadenza tra cui il Sostegni-bis. A tal proposito la renziana Teresa Bellanova dice: “Non voglio pensare sia vero che il Pd - quello che è stato il mio partito - voglia tenere sulla graticola per mesi, sbloccando la trattativa solo dopo le elezioni amministrative, il ddl Zan e le tutele che garantirebbe per mere ragioni elettorali". E ancora: "Chiudersi per meri calcoli elettorali nel fortino del 'dovete approvarla così non sarà di alcuno aiuto all'approvazione della legge, né tanto meno alle persone che tutti abbiamo a cuore e vogliamo tutelare - aggiunge -. Incrociare le dita in Parlamento perché la legge passi non può essere e non è la posizione politica giusta”.