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"La libertà non ha colore. Ora l'Europa si affretti a colpire un regime spietato"

L'attivista Shervin Haravi: "Via dalle sedi della diplomazia Ue gli esponenti iraniani e stop ai beni all'estero"

"La libertà non ha colore. Ora l'Europa si affretti a colpire un regime spietato"
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"È fondamentale che il nostro governo, tramite il ministro degli Esteri Antonio Tajani, abbia deciso di proporre domani, al consiglio Affari Esteri dell'Ue, di inserire i Pasdaran nell'elenco delle organizzazioni terroristiche. La comunità internazionale deve agire presto e in modo efficace dopo tutti gli orrori che il regime di Teheran sta compiendo contro civili e manifestanti disarmati. I diritti umani e la libertà non hanno colore e bandiere politiche". Shervin Haravi, 34 anni, laurea e Master in Tutela dei diritti umani alla Sapienza, oggi funzionaria in un tribunale del nostro Paese, è una delle leader internazionali del Movimento "Donna, vita, libertà". Figlia di iraniani che hanno lasciato la propria patria nel '79, a causa della Rivoluzione islamica, attraverso le sue campagne Shervin è diventata una delle principali voci dall'estero contro il regime degli ayatollah.

Da tempo lei e altre figure anti-regime chiedete ai governi misure drastiche. Soddisfatta che l'Italia faccia da apripista in Europa?

"Certo. E ci auguriamo che questo provvedimento sia messo in atto prima possibile. Che si usino gli strumenti del diritto internazionale contro un regime che massacra la sua gente, sostiene il terrorismo e minaccia gli equilibri mondiali".

Quali altri strumenti potrebbero essere utili per dare un segnale a Teheran contro la repressione?

"Sono necessarie misure drastiche, in linea con il diritto internazionale: oltre all'inserimento dei Pasdaran nella lista dei terroristi, serve l'espulsione di tutti i rappresentanti della Repubblica islamica dalle sedi diplomatiche dell'Ue e poi il sequestro dei beni dei rappresentanti del regime che vivono all'estero".

A causa della presa di posizione italiana, la nostra ambasciatrice è stata convocata dall'Iran. Vogliono intimidire il nostro Paese?

"La reazione che hanno avuto conferma che il regime è sempre più isolato, anche politicamente".

Trump ha mosso la sua macchina da guerra verso l'Iran. Ma riferisce che Teheran vuole il negoziato...

"Non si può negoziare con un regime che spara sui civili disarmati e poi dice che sono morti per overdose o che scendono in piazza sotto la regia degli Stati Uniti. Non è solo un regime spietato, che ha affamato il suo popolo. È un regime che continua a finanziare i gruppi terroristici ed è pericoloso per il mondo".

Gli iraniani aspettano l'attacco americano?

"Gli iraniani non aspettano un attacco militare ma un aiuto. Gli Usa e altre potenze hanno capacità di effettuare attacchi informatici che possono mandare in tilt il sistema di comunicazione del regime. Prima di procedere con azioni che potrebbero creare vittime fra i civili, si possono effettuare altri interventi".

Che voci le arrivano dall'Iran?

"Da qualche giorno, a fatica, dopo i massacri dell'8 e 9 gennaio, siamo riusciti a sentire qualche parente e dissidente. Ho sentito Toomaj Salehi, il rapper incarcerato più volte per le sue canzoni, ndr). Sta bene, ma le comunicazioni sono veloci e scarne, perché siamo controllati. Internet è bloccato da 20 giorni e le forze del regime girano di casa in casa per sequestrate i dispositivi Starlink".

Quale storia l'ha commossa di più?

"Non riesco a togliermi dagli occhi l'immagine di quella mamma che poggia il suo cappotto sul cadavere del figlio ucciso, come a voler dare calore a un corpo senza vita. Non posso dimenticare la storia dei genitori che si sono suicidati dopo l'uccisione del figlio. Ma aggiungo una cosa.

In queste ore assistiamo a scene di famiglie che hanno trasformato i funerali dei propri cari in vere e proprie celebrazioni, con balli e canti, come bandiera anti-regime. È la prova che non si fermeranno, nonostante le esecuzioni e la barbarie subìte. Gli iraniani vivono in una prigione a cielo aperto e sono ormai disposti a tutto per la libertà".

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