Libia, è guerra tra i giallorossi: la sinistra vuole più migranti

Maggioranza spaccata e tensioni alla Camera sul rifinanziamento alla Guardia Costiera libica. A sinistra una risoluzione di 22 deputati cheideva di stralciare gli accordi con Tripoli

Libia, è guerra tra i giallorossi: la sinistra vuole più migranti

Il vizio ideologico della sinistra politicamente corretta: pensare più ai migranti che ai cittadini italiani. L'importante è avere più sbarchi e più migranti sulle nostre coste, senza porsi troppe domande sulle (nefaste) conseguenze di un'immigrazione senza freni. E così, anche in Parlamento, prima che la Camera approvasse ieri il rifinanziamento delle missioni militari internazionali, compresi gli interventi in Libia sui quali la maggioranza di governo si è divisa, a sinistra una risoluzione preparata dal parlamentare di Leu Erasmo Palazzotto e firmata da altri 22 deputati, tra i quali i dem Laura Boldrini, Matteo Orfini, Giuditta Pini, i 5 stelle Doriana Sarli, Paolo Lattanzio, Giorgio Trizzino, oltre ad altri esponenti di Leu e Riccardo Magi di Più Europa, chiedeva di abolire gli accordi con la Libia. "Con chi è che ha a che fare l'Italia? A chi è che diamo le nostre motovedette? Quali uomini stiamo addestrando? Quelli che gestiscono il traffico di essere umani? È inaccettabile. Ho votato contro il rifinanziamento della Guardia Costiera libica: non sarò complice di chi non ha alcun rispetto della dignità delle persone. E non può esserlo il nostro Paese" ha poi dichiarato lo stesso Palazzotto in dichiarazione di voto, alla Camera. "Non si può fermare il flusso migratorio, è la realtà dei fatti. Lo possiamo governare sulla base dei nostri principi e valori" ha detto Palazzotto.

Secondo i firmatari della risoluzione, infatti, è intollerabile che la Guardia costiera libica riporto indietro migliaia di migranti, impedendo loro di attraversare il Mediterraneo e raggiungere così le coste italiane. Come riporta La Repubblica, Gennaro Migliore, nell'annunciare che Italia Viva non parteciperà al voto sul rinnovo del memorandum, ha sottolineato: "Non possiamo continuare a far finta di non vedere quel che accade nel Mediterraeo. Quella foto ci dice che è il momento di cercare nuove soluzioni, non potrarre quelle che si sono rivelate fallimentari". La foto è quella pubblicata dallo stesso quotidiano di un migrante morto in mare, al largo della Libia. Immagine indubbiamente straziante, devastante. Ma qual è la soluzione? Stralciare gli accordi con la Libia per poi fare cosa? Avere decine di migliaia di migranti sulle nostre coste, arricchendo i trafficanti di esseri umani? Peraltro, alcuni di questi signori che oggi si stracciano le vesti sui morti in mare, sono gli stessi che, nel 2011, hanno tifato a favore della "guerra umanitaria" contro Gheddafi e delle Primavere arabe che hanno destabilizzato il Nord Africa e il Medio Oriente. Con le conseguenze che tutti noi conosciamo.

E se l’atto veramente “disumano” fosse quello di indurre i migranti a navigare in acque poco sicure per attraversare il Mediterraneo? Lo stesso New York Times, in un articolo pubblicato nell’estate 2017, osservava che ”le strategie adottate finora per salvare i migranti nel Mar Mediterraneo e smantellare le reti di contrabbando hanno avuto conseguenze mortali e inaspettate – sottolineavano Stuart A. Thompson e Anjali Singhvi -.Ogni sforzo per ridurre la crisi migratoria può essere controproducente e pericoloso. I migranti sono finiti in una situazione ancora più disperata”. Poi i ministri Minniti e Salvini hanno raddrizzato il tiro. E i morti in mare sono diminuiti.

Alla Camera la maggioranza si spacca

Ieri la Camera ha approvato il rifinanziamento delle missioni internazionali. Il testo, come spiega IlPost, è stato votato in due parti separate: il primo, che non comprendeva il finanziamento in Libia, è stato approvato con 453 voti favorevoli, nessuno contrario e 9 astenuti; il secondo, che riguardava la Libia, è passato con 401 sì, 23 no e un’astensione. Il centrodestra ha votato a favore, mentre i deputati di Italia Viva nell’ultima votazione sono usciti dall’Aula. Le divisioni nella maggioranza che sostiene il governo sono state causate dallo stanziamento di oltre 58 milioni di euro, già approvato dal Senato lo scorso 7 luglio, per la missione in Libia, di cui 10 andranno alla missione bilaterale di assistenza alla Guardia Costiera libica, compresa la formazione e l’addestramento, 3 milioni in più rispetto allo scorso anno.

"Cambiamo le politiche migratorie"

Nonostante la sconfitta alla Camera, i parlamenti della sinistra immigrazionista non demordono. "Il voto alla Camera dei Deputati come quello di qualche giorno fa al Senato dimostra che c'è una parte della maggioranza di governo, trasversale a tutte le forze che la compongono, che non condivide la linea scelta sulla collaborazione con la Guardia Costiera Libica e più in generale chiede una discontinuità reale nella gestione complessiva del fenomeno migratorio". Affermano in una dichiarazione comune i parlamentari e senatori della maggioranza che si sono opposti al rifinanziamento della missione italiana di sostegno alla Guardia Costiera libica. "La collaborazione nei respingimenti illegali verso un Paese in guerra come la Libia - proseguono i parlamentari -dove le persone subiscono violenze inenarrabili nei centri di detenzione si configura come una nostra corresponsabilità nelle violazioni di diritti umani di cui sono vittime i migranti ed i richiedenti asilo. Per questo, augurandoci che il Governo non sottovaluti questa posizione, chiediamo che si apra subito un tavolo di maggioranza per discutere una revisione complessiva delle politiche migratorie".

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