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"Io, imam di Francia, vi spiego perché l'islam radicale è una minaccia . Vogliono la sharia, l'Italia è in pericolo"

Il religioso moderato Hassen Chalghoumi: "L'alleanza con l'estrema sinistra è un pericolo reale"

"Io, imam di Francia, vi spiego perché l'islam radicale è una minaccia . Vogliono la sharia, l'Italia è in pericolo"

Hassen Chalghoumi è l'Imam della moschea di Drancy ed è il presidente della Conferenza degli Imam di Francia, per la sua lotta al radicalismo islamico vive da anni sotto scorta ed è uno dei volti più noti oltralpe per il dialogo interreligioso e il contrasto all'antisemitismo. Lo abbiamo intervistato sul pericolo della diffusione dell'islamismo radicale in Italia.

Esiste in Francia e in Europa un pericolo legato all'Islam radicale?

"Sì, purtroppo. Poiché ho difeso la libertà, la Repubblica e i valori democratici europei, ne ho pagato il prezzo. Vivo da quasi vent'anni sotto protezione della polizia. Ho subìto minacce di morte, fatwa, aggressioni e tentativi di intimidazione. La mia famiglia ne ha sofferto profondamente, con un allontanamento forzato, una vita all'estero per alcuni e grandi sconvolgimenti personali. Il pericolo dell'Islam radicale è oggi una delle principali minacce per l'Europa. L'islamismo non è una semplice deriva religiosa: è un progetto ideologico e politico che mira a distruggere le società dall'interno, a dividere i popoli e a creare società parallele. Alcune nazioni si sono risvegliate e hanno compreso la posta in gioco: proteggere la propria popolazione dall'Islam radicale, dall'Islam politico e dai Fratelli Musulmani. Penso in particolare agli Emirati Arabi Uniti. Questi movimenti cercano di mettere in discussione l'uguaglianza tra donne e uomini, di alimentare l'antisemitismo e di frenare ogni forma di integrazione. Reclutano giovani fragili con un discorso di rottura e di scontro. Sono tra noi, ma sono contro di noi; non sono con noi. Il pericolo è reale, enorme, e non bisogna più sottovalutarlo".

Il legame tra la sinistra radicale e l'islam radicale rappresenta un pericolo per la democrazia?

"Sì, è un pericolo reale e preoccupante. Esiste una convergenza tra alcune correnti dell'estrema sinistra e l'islam politico, in particolare le reti vicine ai Fratelli Musulmani. Questa alleanza si basa spesso su interessi elettorali e su un discorso vittimistico. Cause come Gaza, la Palestina, la storia coloniale o l'islamofobia vengono strumentalizzate per mobilitare e radicalizzare una parte della gioventù. Questo discorso alimenta l'islamismo politico, gli conferisce legittimità e gli permette di affermarsi nel dibattito pubblico. Contribuisce alla divisione della società, all'ascesa dell'antisemitismo e all'indebolimento dei valori democratici. Si tratta di un'alleanza pericolosa, poiché prepara un terreno favorevole all'islamismo in Europa".

Alcune figure dell'Islam radicale vogliono entrare nelle istituzioni?

"Sì, chiaramente. L'islamismo, in particolare quello dei Fratelli Musulmani, è un progetto politico strutturato, strategico e a lungo termine. Non è un progetto religioso, ma un progetto di potere. Il suo obiettivo è quello di utilizzare la democrazia per indebolirla e, a lungo termine, trasformarla in profondità. Si comincia a livello locale: elezioni comunali, influenza sui voti, controllo di alcune associazioni, pressione sui finanziamenti pubblici. Oggi non siamo più solo nella fase dell'entrismo. In alcune città siamo già nella fase del dominio. Sono riusciti a insediarsi, a influenzare e talvolta a controllare le dinamiche locali. Avanzano progressivamente, avvalendosi di associazioni caritative, culturali o di difesa dei diritti, per mascherare il loro vero progetto. Conoscono perfettamente le leggi, mettono alla prova le fragilità del sistema e sanno come inserirsi in esso. Il loro obiettivo è quello di imporre progressivamente norme contrarie ai valori democratici: separazione dei sessi, pressione religiosa, messa in discussione delle libertà, rivendicazioni comunitarie e logica di società parallela".

Cosa ne pensate della proposta di istituire il Ramadan come festa nazionale in Italia?

"Il Ramadan è un momento spirituale importante per i musulmani. Deve essere rispettato come pratica religiosa, sia personale che comunitaria. Ma istituirlo come festa nazionale in un paese europeo pone un problema di principio in una democrazia laica. Lo Stato deve rimanere neutrale e non favorire alcuna religione. Bisogna anche essere lucidi: alcune correnti legate all'Islam politico, in particolare i Fratelli Musulmani, possono utilizzare questo tipo di rivendicazione come strumento di influenza. La loro strategia è progressiva: chiedere poco all'inizio, testare le reazioni, poi avanzare ulteriormente. È una logica di insediamento e di lenta trasformazione".

Cosa dovrebbero fare le istituzioni italiane per impedire la diffusione dell'islam radicale?

"La Francia vanta oltre 25 anni di esperienza nella lotta contro l'islamismo e l'islam politico. Ha adottato misure significative contro il separatismo e l'entrismo. Desidero rendere omaggio al lavoro svolto durante i due mandati del presidente Emmanuel Macron e al suo governo che stanno conducendo un'azione determinante contro l'islamismo, il separatismo e le reti di influenza legate all'islam politico. L'Italia deve agire subito. Non bisogna aspettare di trovarsi in una situazione di scontro per reagire. L'azione deve essere globale: giuridica, educativa, mediatica e sociale. Bisogna controllare i finanziamenti, regolamentare le strutture, sostenere i musulmani legati ai valori democratici e combattere la radicalizzazione dei giovani".

Cosa ne pensa dei partiti composti esclusivamente da musulmani?

"Sono contrario a qualsiasi logica comunitarista in politica. L'Islam politico, in particolare quello sostenuto dai Fratelli Musulmani, mira proprio a strutturare la società attorno all'identità religiosa.

I cittadini musulmani devono partecipare pienamente alla vita democratica, ma in un quadro comune, repubblicano e universale. Creare partiti basati sulla religione è pericoloso. Questo divide la società, indebolisce l'unità nazionale e può aprire la porta a ideologie radicali".

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