Leggi il settimanale
Aggiornato alle ore 03:42
In evidenzaAggiornato alle ore 03:42
Guerra

L'impegno italiano per la nuova Odessa. Dal grano alla logistica, il fattore business

La città è uno dei centri economici più vivaci del Mar Nero. L'investimento di Msc e i progetti sulle strutture ospedaliere

L'impegno italiano per la nuova Odessa. Dal grano alla logistica, il fattore business

L'Italia si occuperà della ricostruzione di Odessa, annuncia Giorgia Meloni nel suo discorso alla Conferenza per l'Ucraina. In primo piano, dice la premier, ci sono "alcuni dei simboli e dei luoghi che compongono il mosaico identitario della nazione ucraina: la cattedrale della Trasfigurazione, la Filarmonica, il museo delle belle arti, gemme di un patrimonio culturale splendido". Poi ci sono le necessità e le prospettive di uno dei centri economici più vivaci del Mar Nero. "Nella zona siamo già presenti più di molti altri", spiega Ugo Poletti, milanese, bocconiano, che a Odessa vive ormai da anni e dove ha fondato l'Odessa Journal, giornale in lingua inglese della città. "Tra aiuti umanitari, spese per il restauro e la ricostruzione, sul tappeto abbiamo già messo sul tappeto un centinaio di milioni. Ma il futuro sembra promettere molto: si dice di solito che l'Ucraina meridionale è il granaio del mondo. E secondo le previsioni di tutti gli analisti produzione e traffici dovrebbero raddoppiare se non triplicare".

Ad alimentare le speranze di svolta è stata la legge sulla privatizzazione delle terre voluta da Zelensky. "Sul regime giuridico delle proprietà era stata dichiarata una moratoria ventennale. I lotti venivano assegnati per l'utilizzo secondo criteri clientelari e comunque poco chiari, il che non favoriva gli investimenti. Ora la situazione si è sbloccata: ci si aspetta un boom di produzione e un boom nel settore collegato della logistica. C'è chi si è già portato avanti: poche settimane fa Msc, il gruppo italo-svizzero della famiglia Aponte ha acquisito il 50% di uno dei maggiori gruppi ucraini del settore, "N'Unit". È il primo grande investimento di un operatore internazionale dall'inizio della guerra. Senza dimenticare che la stessa Msc ha da poco acquisito il 49,9% del capitale dell'amburghese Hhla, che controlla il terminal container della città.

"Tra i settori che sembrano promettere di più c'è anche quello della difesa", aggiunge Poletti che è appena stato nominato rappresentante per l'Ucraina, della Fondazione Med-Or, creata da Leonardo e a cui aderiscono grandi gruppi come Enel, Eni e Fincantieri. "Quello che in Italia richiede tre anni, qui si fa in tre mesi". Infine c'è un altro comparto direttamente legato alla guerra: quello ospedaliero. "Nella zona si pensa a una ventina di nuovi luoghi di cura e di riabilitazione. Da queste parti sono tecnologicamente avanti sia nel campo digitale che in quello dell'automazione. Le protesi sono sempre più sofisticate e avveniristiche".

Ieri il ministro degli Esteri, Antonio Tajani e il ministro per la ricostruzione ucraino, Oleksii Kuleba (insieme nella foto), hanno firmato un paio di accordi che riguardano direttamente Odessa.

E il tutto accade mentre la città rimane sotto la minaccia dei bombardamenti. "Qui si dorme pochissimo: gli attacchi possono durare da 20 minuti a due ore, ma se iniziano alle tre di notte, il sonno è perso", aggiunge Poletti. "Eppure è incredibile la vivacità che la città riesce a conservare: negozi e ristoranti sono pieni, la stagione del Teatro dell'Opera in piena attività. L'unica conseguenza c'è stata sulla lingua: Odessa è una città cosmopolita ma tutti hanno sempre parlato russo. Solo che l'idea che siano i russi a bombardare ha fatto cambiare idea a parecchi. E adesso per strada si sente anche l'ucraino".

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.