L'intervento di Mattarella sblocca la crisi con il Conte ter e un nuovo governo

Si delinea uno scenario di crisi di governo controllata, che passerà per le mani di Sergio Mattarella, re Salomone nella disfida tra Renzi e Conte

L'intervento di Mattarella sblocca la crisi con il Conte ter e un nuovo governo

Alla fine è Sergio Mattarella a disinnescare il rischio di una crisi di governo al buio. Il presidente della Repubblica si è mosso con l'intento di arrivare entro tempi brevi all'approvazione del Next Generation Eu, che secondo la tabella di marcia dovrebbe avere il via libera domani, o mercoledì, con un Consiglio dei ministri convocato ad hoc. Come riferisce Il Messaggero, Sergio Mattarella non vuole che il Paese debba fare i conti anche con una crisi di governo al buio in uno dei momenti più complicati della pandemia, ora che c'è da seguire con estrema attenzione il piano vaccinale e da tenere sotto controllo la curva epidemica, che ha ripreso a salire. Quello di Mattarella a Matteo Renzi è stato ben più di un monito: prima si approva il Recovery plan e poi a tutto il resto, compreso il Conte ter.

Il testo della nuova bozza è atteso per oggi. Italia Viva era stata molto chiara durante l'ultimo vertice di maggioranza, pretendendo dall'esecutivo che questa venisse consegnata ai partiti almeno 24 ore prima della riunione Consiglio dei ministri. Il documento presenta più di 100 pagine, che verranno lette e analizzate, ma il partito di Renzi ha già fatto sapere di essere pronto a dare l'ok al Recovery plan e allo scostamento di bilancio. Due azioni non subodinate alla verifica, perché Iv resta ferma sulla decisione di ritirare i suoi due ministri dal governo. Il Conte bis è già storia, archiviato e in piedi solo per pro forma, per arrivare all'approvazione del Recovery Plan. Sbrigata quest'ultima pratica, infatti, si aprirà la crisi di governo controllata, che passerà necessariamente per le dimissioni di Giuseppe Conte. Un passaggio che profuma di Prima Repubblica, durante il quale Sergio Mattarella potrà decidere se accettarle o se rinviare tutto al Parlamento. Sono le cosiddette dimissioni congelate, necessarie per dare a Giuseppe Conte il tempo di verificare la maggioranza con un nuovo programma. In caso di fumta bianca, Sergio Mattarella accetterà le dimissioni del premier e gli conferirà un nuovo mandato, dando ufficialmente inizio al Conte ter, che dovrà passare per il voto di fiducia in Parlamento.

Dopo lunghi giorni di minacce, bluff e boutade, questa sembra essere la strada che verrà percorsa nelle prossime settimane. Una soluzione di compromesso che però non accontenta tutti al 100%. Italia Viva continua a sostenere che avrebbe preferito un cambio al vertice, un nuovo presidente del Consiglio "anche del Pd". Tuttavia, ormai la decisione sembra essere stata presa e Matteo Renzi, nonostante non abbia ottenuto la sostituzione del premier, ha comunque ottenuto un nuovo esecutivo e non un semplice rimpasto. Giuseppe Conte, invece, spaventato dalla reazione di Italia Viva dopo le sue dimissioni, potrà comunque andare al voto e, anche se Iv dovesse ritirare i suoi voti, fare la conta in Parlamento.

Definiti a grandi linee i margini di manovra, ora sono da stabilire i dettagli del programma e sulla nuova squadra di governo. Il nodo più importante da sciogliere riguarda il Mes sui 36 miliardi della sanità. Nel programma potrebbe arrivare la sua versione mini, con 10 o 15 miliardi, nonostante nel Recovery Fund ne siano previsti 18. Iv vince anche sulla Delega ai servizi segreti, che passerà a un sottosegretario. Per il resto occorrerà aspettare qualche giorno, soprattutto attendere che Giuseppe Conte e Matteo Renzi abbiano un incontro, che finora non c'è stato. Le parti comunicano mediante intermediari e documenti a punti e questo non aiuta la risoluzione. La posizione di Matteo Renzi potrebbe spingere Giuseppe Conte a chiedere al leader di Iv di entrare nella squadra di governo, anche come forma di tutela propria. I tempi per la risoluzione non sono chiari, presumibilmente di dovrà aspettare ancora una settimana, ma dall'area grillina i malumori sono tanti. Ci sono esponenti del Mov5Stelle che premono per arrivare alla resa dei conti in Parlamento, che attualmente rischia di trasformarsi in un harakiri collettivo.