In Iran sono riprese le manifestazioni contro il regime. Gli studenti universitari di Teheran hanno protestato nei campus per celebrare il 40° giorno dalla morte delle persone uccise durante le proteste di gennaio, e alcuni di loro sarebbero stati colpiti dagli spari dei Pasdaran. Anche a Mashhad i giovani dell'Università di Scienze Mediche hanno protestato, e insieme inneggiato alla "libertà".
Mentre all'Università Tecnologica Amirkabir di Teheran hanno intonato lo slogan "Lunga vita al Re" e hanno bloccato una strada e cantato "Non abbiate paura, siamo tutti insieme". Alcune proteste si sono trasformate in scontri dopo che membri della milizia Basij hanno affrontato i dimostranti. I video mostrano i ragazzi che gridano "Senza vergogna, senza vergogna" e "Morte a Khamenei" durante i raduni. Il regime però non indietreggia. Il presidente, Masoud Pezeshkian, ha fatto sapere che Teheran non si piegherà davanti alle pressioni delle altre forze internazionali: "Abbiamo stretto un patto con il governo. Anche se tutte le potenze del mondo si opporranno ingiustamente a noi per costringerci a sottometterci, non ci arrenderemo", ha dichiarato Pezeshkian in un discorso trasmesso dalla tv di Stato.
La tensione tra Iran e Stati Uniti è alle stelle. Le due potenze stanno scivolando verso un conflitto militare, mentre svaniscono le speranze di una soluzione diplomatica alla loro situazione di stallo sul programma nucleare di Teheran. È quanto affermano funzionari di entrambe le parti e diplomatici nel Golfo e in Europa, citati da Reuters. I Paesi del Golfo e Israele ora considerano una guerra più probabile di un accordo con Washington che sta creando uno dei suoi più grandi dispiegamenti militari nella regione dall'invasione dell'Iraq nel 2003. Anche il governo israeliano ritiene che la situazione sia bloccata e si sta preparando per una possibile azione militare congiunta con gli Stati Uniti, sebbene non sia stata ancora presa alcuna decisione. Uno scontro tuttavia potrebbe sfuggire al controllo e destabilizzare il Medio Oriente. Le vaste capacità militari dell'Iran e la sua rete di alleati regionali potrebbero trascinare gli Stati Uniti in un conflitto prolungato. Secondo alcune fonti Teheran sperò sta pericolosamente sbagliando i calcoli aspettando concessioni, mentre Donald Trump è ormai incapace di ridimensionare il rafforzamento militare che ha ordinato nella regione senza perdere la faccia, se non ci sarà un fermo impegno da parte dell'Iran ad abbandonare le sue ambizioni nucleari.
Gli Stati Uniti inoltre stanno valutando l'idea di "eliminare" la Guida suprema, Ali Khamenei, e suo figlio, Mojtaba, ha riferito Axios. Una fonte ha fatto trapelare che un piano per ucciderli è stato presentato al leader statunitense diverse settimane fa.