L'istituto di Agnese Renzi boccia la riforma della scuola

I colleghi della first lady alla scuola di Pontassieve contro le proposte del governo: "Visione aziendalista, lontana dalla Costituzione"

L'istituto di Agnese Renzi boccia la riforma della scuola

C'è anche la scuola dove insegna Agnese Renzi, tra gli istituti che hanno bocciato la nuova riforma della scuola messa in cantiere dall'esecutivo guidato da suo marito. Come racconta Repubblica, i docenti dell'istituto Balducci di Pontassieve, in provincia di Firenze, hanno approvato con 34 voti contro 29 un documento che elenca i motivi del no alla riforma della cosiddetta "Buona scuola".

I colleghi della first lady bocciano ogni idea di valutazione dei prof, bocciano gli incarichi aggiuntivi per i docenti, giudicano insufficienti gli investimenti. Insomma, un "quattro" in piena regola, per un progetto di ricostruzione della scuola italiana che a Pontassieve gli stessi addetti ai lavori liquidano come "redatto con la tecnica del prendere o lasciare, che sottende una visione aziendalista della scuola, lontana dai dettami costituzionali."

Ma la scuola di donna Agnese non rappresenta certo un'eccezione: insegnanti ed istituti sono decisi a far sentire la propria voce. Sul portale informatico del Miur "labuonascuola.gov" si concluderanno domani i sessanta giorni a disposizione degli insegnanti italiani per compilare il questionario di gradimento sulle proposte dell'esecutivo. Per ora sono disponibili solo i risultati della partecipazione: dall'ultima newsletter, datata 7 novembre, emerge che il portale sfiora il milione di accessi, con 100.000 partecipanti online e 2.500 proposte.

Tra le idee più gettonate c'è la richiesta di pedagogisti ed educatori, la diminuzione del numero di studenti per classe, un miglioramento dell'accesso alle tecnologie informatiche. Ma non mancano anche proposte dal sapore vagamente sessantottino: come quelle di chi chiede "meno insufficienze", sostenendo che il voto sia diventato ormai "una somma algebrica insensibile" e che "cinque voti negativi siano inutili alla didattica". Alla faccia della rottamazione.

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