L'Italia apre le moschee la Tunisia ne chiude 80

All'estero politiche rigorose contro i centri islamici

L'Italia apre le moschee la Tunisia ne chiude 80

Molto più che islamicamente corretti. In Italia siamo più islamici degli islamici. Mentre in Tunisia, proprio perché colpita dal terrorismo islamico, le moschee le chiudono, in Italia, dove il rischio terrorismo è estremamente elevato, le moschee le vogliamo costruire.

Ieri in Tunisia il governo ha deciso di chiudere 80 moschee perché «continuano a diffondere la loro propaganda e il loro veleno per promuovere il terrorismo». Il primo ministro Habib Essid individua senza giri di parole un collegamento tra queste moschee e gli attentati terroristici a Sousse costati la vita a 39 persone. Chiarisce che si tratta di moschee «fuori dal controllo dello Stato» e che saranno chiuse entro una settimana.

Ebbene, ve lo immaginate il capo del governo Renzi o il ministro dell'Interno Alfano che decidono la chiusura delle moschee risultate colluse con il terrorismo islamico? La verità è che la semplice ipotesi di chiudere non ottanta ma una sola moschea non passa per la mente a nessuno della nostra classe politica. Nella cultura politica italiana il concetto di moschea è connotato da positività, concepito come luogo di preghiera e addirittura di integrazione. Tutte le inchieste sulle moschee sottolineano che in Italia ci sono «solo» 4 moschee complete di minareto (Ravenna, Roma, Colle Val D'Elsa, Segrate Milano), mentre si lamenta che le altre 164 moschee e i 222 luoghi di culto sono degli spazi riadattati ma privi della dignità delle moschee ufficiali. Si denuncia che sono troppo poche per il milione e 628mila musulmani residenti, trascurando il fatto che non più del 5 per cento frequenta le moschee. Ed è così che i militanti islamici si stanno battendo per la costruzione di nuove grandi moschee a Milano, Genova, Firenze, Bologna, Pisa, Piacenza, Città di Castello.

Impariamo dai Paesi musulmani come vanno considerate le moschee. Oltre alla Tunisia, in passato il Marocco, l'Egitto e persino l'Arabia Saudita hanno chiuso le moschee che promuovono il terrorismo islamico.

Al Cairo nel 2013 l'esercito ha dovuto combattere per reprimere i terroristi dei Fratelli Musulmani che avevano eretto la moschea di Raba'a al Adaweya a loro roccaforte, trasformandola in un arsenale di armi ed esplosivi. I terroristi islamici si erano arroccati persino sul minareto da dove sparavano contro i militari.

Nel 1998 l'attuale presidente turco Erdogan fu imprigionato per aver decantato pubblicamente i versi del poeta Ziya Gökalp: «Le moschee sono le nostre caserme, le cupole i nostri elmetti, i minareti le nostre baionette e i fedeli i nostri soldati».

Alfano, nel riesumare lo scorso febbraio la Consulta islamica, attribuendo la metà dei seggi ad esponenti dell'Ucoii (Unione delle comunità e organizzazioni islamiche in Italia), che rappresentano l'ideologia dei Fratelli Musulmani, ha detto «noi parliamo con chi prega, non con chi spara». Bene, sarebbe ora che il ministro dell'Interno di uno degli Stati più importanti al mondo si informasse meglio su cosa sono le moschee e ciò che vi accade dentro.

È purtroppo vero che Obama e Cameron continuano a ripetere ciecamente che l'islam è una religione di pace, ma sarebbe il caso di fidarci di più dei musulmani che certamente l'islam lo conoscono meglio. Ma, secondo voi, che cosa si predica nelle moschee se non ciò che Allah ha prescritto nel Corano e ciò che ha detto e ha fatto Maometto? È comprensibile che il primo ministro tunisino non possa denunciare l'islam, il Corano e Maometto e si limiti a ordinare la chiusura delle moschee, ma noi potremmo e dovremmo avere la libertà, il coraggio e il dovere di andare alla radice del male.

La verità è che chi ci governa ha paura. Ha paura Hollande, che condanna l'attentato terroristico a Saint-Quentin-Fallavier ma si guarda bene dal definirlo «islamico». Questa paura ci porta a non guardare in faccia la realtà. Preferiamo girarci attorno. Immaginiamo di potercela cavare espellendo gli imam e i militanti estremisti usciti allo scoperto o comunque intercettati. Non comprendiamo che è solo la punta dell'iceberg. Questa guerra mondiale scatenata dal terrorismo islamico la potremo vincere solo scontrandoci con l'iceberg, che sono le moschee, l'islam, il Corano e Maometto.

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