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"L'Italia non entra in guerra. Si lavora sulla de-escalation"

L'intervento della premier: "Governo all'opera sulla sicurezza dei cittadini. Non chiudiamo le porte alla riapertura dei negoziati"

"L'Italia non entra in guerra. Si lavora sulla de-escalation"
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L'Italia è in prima linea sul dossier Iran. Il presidente del Consiglio Giorgia Meloni lo sottolinea con un video sui social, specificando come il nostro Paese "non sia nel conflitto" e non intenda farne parte. Il tema, come sempre con questo premier al governo, è la diplomazia, il ruolo di primo piano giocato dall'Italia nello scacchiere geopolitico dal 2022 a oggi. "Seguo costantemente con i ministri competenti gli sviluppi della crisi in Medioriente", esordisce il leader di Fratelli d'Italia. Il lavoro "senza sosta" del governo è quello di "tutelare la sicurezza dei nostri cittadini" e gli interessi nazionali. Il focus dell'intervento della Meloni si sposta poi sul coordinamento con la Francia di Emmanuel Macron, con la Germania di Friedrich Merz e con il Regno Unito di Keir Starmer. Un "confronto stretto" tra quattro grandi nazioni, per "affrontare insieme questa crisi" e per "rafforzare l'azione diplomatica". L'espressione chiave è "evitare l'escalation". Del resto la strategia del caos iraniana ha, fino a questo momento, provato a tirare all'interno del conflitto più Paesi possibili, incendiando quella zona di mondo. E cercando di convincere Donald Trump e Benjamin Netanyahu a mollare la lotta contro il regime. I quattro Paesi europei vogliono invece "contribuire alla stabilità internazionale". La Meloni ricorda come l'Italia abbia dispiegato una fregata, la "Federico Martinengo", a Cipro. Su quell'imbarcazione, un gioiello della nostra difesa navale, ci sono almeno centosessanta uomini della Marina militare. È un atto di "solidarietà" verso il Paese dell'Ue preso di mira dai missili iraniani ma anche "di prevenzione". La linea non cambia: "Lavoriamo per ridurre le tensioni e verificare se vi sia la possibilità di riprendere i negoziati". L'esecutivo italiano è uno dei canali possibili, forse il principale, tra quelli in campo per il dialogo. Anzitutto "con i Paesi della Regione", dove si trovano ancora migliaia di italiani, che la Farnesina sta a mano a mano facendo rientrare o assistendo. E "siamo anche al lavoro - aggiunge il premier - per mitigare il più possibile le conseguenze del conflitto per i cittadini". Il presidente del Consiglio elenca le task force che si stanno occupando di monitorare i prezzi della benzina, dell'energia e dei generi alimentari. L'azione su questi fronti ha avuto inizio sin dal primo giorno di guerra. "Combattere la speculazione", ancora, è un'altra priorità dichiarata. Poi il passaggio sulle accise mobili sulla benzina, un meccanismo introdotto dal 2023 da questo esecutivo e invocato adesso anche da alcuni partiti dell'opposizione: le valutazioni sull'attivazione dello strumento sono in corso.

Giorgia Meloni non si nasconde: la fase è "difficile" - chiosa - ma il governo è "impegnato a proteggere la sicurezza dell'Italia e quella dei suoi cittadini". Ed è in prima linea per qualunque iniziativa possa rivelarsi utile al raggiungimento "della pace". La sinistra, com'era prevedibile, ha subito replicato.

Angelo Bonelli, portavoce di Europa verde attivissimo nell'attività di replica, attacca: "La verità è che il governo non riesce a condannare né a prendere le distanze dagli atti di pirateria internazionale di Donald Trump e Benjamin Netanyahu". Per fortuna, sono gli stessi iraniani a ricordare alla sinistra italiana le sue colpe per i silenzi e le mancate prese di distanza dalla violenza assassina di Khamenei.

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