"L'Italia si trova come nel Dopoguerra. Assemblea votata col proporzionale"

Il senatore: "I cittadini si stanno abituando a un governo che governa"

"L'Italia si trova come nel Dopoguerra. Assemblea votata col proporzionale"

Senatore Andrea Cangini, lei è tra i parlamentari decisi a proporre una Assemblea Costituente. Come nasce questo progetto?

«La spinta viene da coloro che si impegnarono a contrastare il referendum per il taglio dei parlamentari, questo è il secondo atto di quella battaglia. Dobbiamo capire che quando Draghi uscirà di scena rischiamo di trovarci in condizioni peggiori di prima se non seminiamo adesso e in maniera seria per il futuro».

Qual è il rischio che paventa?

«Le riforme del Pnrr saranno importanti, ma senza un riflesso costituzionale, non è detto ci portino fuori dalla crisi di sistema in cui ci troviamo. D'altra parte se la nostra governance fosse stata sana non avremmo avuto bisogno di Draghi. I cittadini si stanno abituando a un governo che governa, ma questo è uno stato di eccezione con contrappesi congelati. Quando tutto ricomincerà come prima credo che i cittadini non tollereranno l'inefficienza dello Stato e la debolezza dei governi. Rischiamo il fallimento o la sovversione».

Pensa a una assemblea Costituente eletta dal Parlamento o dai cittadini?

«È necessario rivedere l'impianto costituzionale e adeguarlo ai tempi che corriamo, integrando le riforme del Pnrr per far funzionare al meglio la macchina dello Stato. Forse è l'ultima occasione per il Paese per mettersi al pari delle altre democrazie. Ci sono diverse tesi, un intergruppo parlamentare potrebbe rendere omogenei i vari punti di vista. A mio avviso la soluzione ideale sarebbe approvare a tambur battente una legge costituzionale che autorizzi l'elezione con voto popolare e sistema proporzionale, entro sei mesi al massimo, di una assemblea costituente da far lavorare subito con un anno di tempo».

Lei pensa a una riforma operativa già nella prossima legislatura?

«Sì, l'obiettivo deve essere quello. La prossima legislatura sarà decisiva per il futuro del Paese. Dovremo mettere a frutto quanto seminato in questa e continuare a ricostruire con i fondi del Pnrr. I tempi per procedere subito a ridisegnare la nostra Costituzione ci sarebbero. Ci troviamo in un clima per certi aspetti simile a quello post-bellico, c'è un clima di unità nazionale come dopo il 46. La Costituente era sì composta da 556 costituenti, ma nelle sottocommissioni lavorano in 74 su diritti e doveri, organizzazioni costituzionali, rapporti economici e sociali. Anche il fisco necessiterebbe di una revisione. In quel caso in 17 mesi scrissero una Costituzione ex novo, in un anno io credo che si potrebbero fare modifiche necessarie».

Pensa sia realistica una accelerazione di questo tipo?

«Sarebbe il giusto compendio per un governo che sta mettendo mano a problemi del Paese che nessuno finora era riuscito ad affrontare. Sarebbe nell'interesse degli attuali leader iniziare la nuova legislatura quando si riaccenderanno i fari del mondo sull'Italia con un sistema che consenta loro di governare davvero. In subordine considero serie le proposte di Simone Baldelli e della fondazione Einaudi di eleggere un'assemblea costituente insieme al prossimo Parlamento».

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