Il lockdown a Wuhan e quel tentativo di arginare il virus. Oggi il Paese si rialza

Il 23 gennaio Wuhan viene isolata dal resto del mondo. Insieme alla megalopoli da 11 milioni di abitanti si ferma anche la provincia dello Hubei, un'area che si estende per 185.900 chilometri quadrati, più della metà dell'Italia, e comprendente quasi 60 milioni di persone. La drastica decisione delle autorità cinesi è mossa dalla volontà di arginare l'epidemia di Covid-19 scoppiata a Wuhan, importante centro industriale della Cina nonché hub logistico chiave nella mappatura dei trasporti cinesi. L'obiettivo di Pechino è uno: frenare l'avanzata del nuovo coronavirus prima che questo possa diffondersi nel resto del Paese e negli altri continenti.

Alla fine, il virus riuscirà comunque a superare ogni confine ma, senza il sacrificio del popolo di Wuhan, primo argine contro il nemico invisibile, la comunità internazionale non avrebbe avuto il tempo necessario per prepararsi all'impatto con il Covid-19. Certo, molti governi hanno ignorato gli allarmi lanciati dall'Organizzazione mondiale della Sanità e dalla comunità scientifica, ma altri hanno saputo organizzarsi al meglio limitando i danni. Senza l'atto responsabile della Cina - che ha subito collaborato con l'Oms in modo trasparente - l'impatto dell'epidemia sul mondo sarebbe stato ancora più devastante. Ecco perché dovremmo ringraziare uno a uno gli abitanti dello Hubei e, in prima battuta, quelli di Wuhan.

A proposito di Wuhan, dopo 76 giorni di isolamento, l'8 aprile la città ha ricominciato a vivere. Le autorità non hanno affatto abbassato la guardia, tanto che le misure di controllo restano ancora in vigore per scongiurare il possibile ritorno dell'epidemia, ma intanto gli abitanti stanno gradualmente tornando alla normalità. La città del Fiume Azzurro si è risvegliata dal sonno proprio nel momento in cui la primavera ha preso il posto dell'inverno.

Le immagini che arrivano da Wuhan lasciano ben sperare che anche l'Italia, molto presto, riuscirà a lasciarsi alle spalle il Covid-19. Adesso che l'epidemia si è placata grazie alle misure attuate dal governo, gli abitanti della città del Fiume Azzurro si godono la bella stagione, passeggiando sulla via Donghu. L'aeroporto internazionale di Wuhan Tianhe, la stazione ferroviaria, le autostrade: i trasporti hanno ripreso le loro attività e tutti i blocchi sono evaporati come neve al sole. Questo significa che i passeggeri, adesso, possono entrare e uscire da Wuhan.

Nelle strade è tornato il traffico mentre ristoranti, negozi e locali hanno rialzato le serrande. Ci vorrà ancora un po' di tempo per tornare a prima di quel maledetto 23 gennaio, ma i segnali che arrivano da Wuhan indicano che la direzione intrapresa è quella giusta. A fine aprile, ad esempio, oltre 7mila persone in cerca di lavoro hanno partecipato a una fiera occupazionale svoltasi nel capoluogo dello Hubei: si è trattata della prima manifestazione non digitale organizzata a Wuhan dallo scoppio dell'epidemia. E questo non è che l'inizio di una nuova era, che si preannuncia prosperosa e piena di soddisfazioni.

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