L'Ocse spinge la patrimoniale. "Tassate i capitali dei ricchi"

L'istituto di Parigi dice no anche alla flat tax delle pmi: "Penalizza il lavoro dipendente". Ristori, Fi in pressing

L'Ocse spinge la patrimoniale. "Tassate i capitali dei ricchi"

Patrimoniale sui redditi alti, Irpef rivista negli scaglioni più bassi e niente flat tax per le partite Iva. Questa la ricetta per la riforma fiscale italiana presentata in audizione alle commissioni Finanze riunite di Camera e Senato dal direttore del Centro di politica fiscale dell'Ocse, Pascal Saint-Amans. «L'Italia dovrebbe ridurre il cuneo proprio per migliorare i livelli di occupazione», ha detto.

Ma se la richiesta di un taglio del cuneo è nota, suona nuova l'opposizione alla flat tax al 15% per gli autonomi fino a 65mila euro annui di ricavi. Secondo Saint-Amans, occorre «bilanciare la volontà di incoraggiare lo sviluppo delle piccole imprese con la garanzia di equità orizzontale e riducendo al minimo l'elusione fiscale». L'aliquota unica accresce «lo scarto tra un dipendente salariato, che guadagna 45-50mila euro, e una persona che fa un lavoro che si avvicina a quello del dipendente». Anche se il sistema dell'Irpef viene giudicato efficace, aggiunge l'esperto, «occorre un po' più di chiarezza e ridurre il numero degli incentivi fiscali o di esenzioni e deduzioni» perché l'imposizione è giudicata «relativamente alta» sui redditi bassi. Stesso discorso per la patrimoniale più volte invocata dall'Ocse: per molti ma non per tutti. «Avere una tassazione dei capitali progressiva significa alleggerirla per alcuni e aumentarla per altri», ha concluso Saint-Amans.

Prosegue, intanto, il dibattito interno alla maggioranza sul nuovo scostamento di bilancio da accompagnare al Def che sarà presentato a metà aprile. Forza Italia e Lega premono perché i ristori siano mirati verso le categorie che stanno maggiormente soffrendo i nuovi lockdown, in primis bar, ristoranti, attività turistiche, palestre e soprattutto pmi.

La richiesta, che sarà presentata dal premier Mario Draghi e dal ministro dell'Economia Daniele Franco, dovrebbe aggirarsi attorno ai 30 miliardi di euro. La cifra, però, rischia di essere insufficiente poiché fino alla fine del prossimo mese proseguiranno le limitazioni agli spostamenti e alle aperture di alcuni esercizi. Ecco perché il vicepresidente di Fi, Antonio Tajani, è tornato a chiedere «uno scostamento di 20 miliardi al mese fino a quando servirà». Tanto più che pure il servizio Bilancio del Senato, nel commentare il decreto Sostegni, ha messo in evidenza come il parametro della perdita media annua calcolata su base mensile contribuirà «a ridurre notevolmente» l'entità dei ristori stessi.

Spingere la ripresa è una necessità perché il quadro macroeconomico è ancora deteriorato. Come evidenziato dallo Eurozone economic outlook di Istat, Ifo e Kof, il Pil di eurolandia chiuderà in calo dello 0,4% il primo trimestre 2021, prima di salire dell'1,5% nel secondo e del 2,2% nel terzo. Le previsioni, sottolinea il rapporto, sono soggette a «un'elevata incertezza determinata dalla ripresa dei contagi in molti Paesi europei». Più che l'utilizzo dei fondi di Next Generation Eu, attesi a partire dal terzo trimestre (Bundesverfassungsgericht permettendo), saranno «i segnali di ripresa dell'economia statunitense e cinese» a costituire uno «stimolo per la crescita globale».

Coldiretti, nel frattempo, denuncia, l'aumento dei poveri. In Italia a Pasqua per colpa dell'emergenza Covid, ci saranno 5,6 milioni di persone in condizione di povertà assoluta che non avranno nulla da mettere in tavola, un milione di indigenti in più rispetto al 2020, un record negativo.