Lodi, il controllore sospeso difeso dai sindacati

Il ferroviere di Trenord ha simulato di essere stato ferito: "Voglio tornare sui treni"

Lodi, il controllore sospeso difeso dai sindacati

Lodi - Sospeso. In via cautelativa. È arrivata la decisione di Trenord che Davide Feltri, il controllore che ha inventato di essere stato accoltellato a bordo di un regionale Trenord, temeva di più. Ma lui contesta. Spiega, da Lodi, il suo legale Diego Guarnieri: «Nella misura notificata si spiega che il provvedimento è stato preso sulla base degli accertamenti della procura resi di dominio pubblico». Ed è qui che il difensore ha ravvisato lo spazio utile per andare rispondere a Trenord con una «contestazione formale».

«Perché noi - puntualizza Guarnieri - abbiamo potuto leggere sui giornali anche notizie infondate. Quindi dalla voce della procura agli occhi dei lettore abbiamo notato qualche scollamento. Un esempio: un virgolettato recitava su Davide: mi sono vendicato. Frase mai detta dal mio cliente».

In merito, infatti, lo stesso procuratore della Repubblica di Lodi Domenco Chiaro, nella sua esposizione di come sono andati i fatti, aveva spiegato che Davide avrebbe messo in atto la finzione per timore che il ghanese con il quale avrebbe litigato il giorno prima mettesse in atto le minacce che avrebbe proferito. Mai parlando di propositi di vendetta. Insomma, per i legali di Feltri ci sarebbe la possibilità di ragionare di nuovo sul provvedimento preso. Certo è che questa decisione di Trenord apre la strada anche a eventuali future contestazioni disciplinari. «E se arriveranno - dice già fin da subito l'avvocato - valuteremo, invece, di essere immediatamente sentiti in modo da scongiurare un eventuale successivo licenziamento». Intanto Feltri ha disattivato la sua pagina Facebook togliendo anche la fotografia del profilo ma sul social, il suo nome è ancora legato a Trenord. Il suo avvocato, infatti, non ne fa segreto: «Il suo lavoro è la sua vita. Non vorrebbe lavorare altrove. Proprio per questo ci batteremo senza posa perché il suo impegno quotidiano da anni lo possa conservare». E mentre il procuratore Chiaro ripete: «Questa è stata un'invenzione ma ciò non vuol dire che le aggressioni, verbali e non, sui treni non esistano», i sindacati non abbandonano Feltri, anche combattendo perché venga soppressa «Top Team» l'idea aziendale nata nel 2015 per contrastare il fenomeno dell'evasione che impone, come spiegano, ai capitreno di incassare minimo 50 euro al giorno di multe. Progetto, questo, che porterebbe a aumentare i conflitti sui convogli. Intanto ora è chiaro cosa ha incastrato Feltri. Non tanto i frame delle telecamere della stazione che, invece, sono servite come prove per dimostrare quanto gli inquirenti già sospettavano ma, invece, la primissima fotografia che lo stesso Davide Feltri posta sul suo profilo Facebook. In primissimo piano c'è la sua mano con il coltello infilzato. Gli inquirenti l'hanno subito scaricata e data in pasto alla Scientifica. Che in quattro e quattr'otto ha emesso la sua sentenza: quella ferita Feltri non poteva che essersela inferta da solo. Non c'entrava nessun altro.

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