Lombardia nel caos. Saltano i prenotati, corse per rimediare. Moratti furibonda

Dopo i disguidi di sabato anche ieri a Cremona non contattate quasi 600 persone dal portale regionale. Rimedia in corsa l'Ats: niente sprechi. L'assessore: "Ora decisioni rapide e drastiche"

Lombardia nel caos. Saltano i prenotati, corse per rimediare. Moratti furibonda

Un fine settimana di passione per le vaccinazioni in Lombardia. Il sistema di prenotazione si è inceppato per due giorni di fila: non essendo partiti gli sms di conferma, ai centri vaccinali si sono presentate molte meno persone del previsto. E la vicepresidente della Regione Letizia Moratti ieri sera ha «twittato» decisa per la seconda volta sul tema: «Per il buon proseguimento della vaccinazione - ha avvertito - le cose che non funzionano vanno cambiate e su Aria Lombardia servono decisioni rapide e drastiche. I cittadini non devono pagare le inefficienze della burocrazia. Regione Lombardia deve loro offrire soluzioni e non problemi».

«Se qualcosa non funziona si cambia» aveva scandito serafico, qualche ora prima, il leader della Lega Matteo Salvini, prendendo ad esempio la sostituzione di Domenico Arcuri, oltre agli avvicendamenti alla Protezione civile e al Cts. Non proprio un raffronto lusinghiero, in casa Lega.

Il plateale disappunto della vicepresidente deriva anche dal ripetersi di questi flop. Già l'11 marzo il problema era esploso, con il capo della campagna vaccinale lombarda Guido Bertolaso che aveva sbottato: «La coda degli anziani fuori dal centro vaccinale di Niguarda per gli errori di Aria che manda 900 convocazioni al posto delle 600 previste è una vergogna!». Quel giorno, Bertolaso aveva mandato la Protezione Civile ad assistere le persone in coda, per poi dar atto all'Ospedale di aver risposto prontamente «vaccinando sia i 600 cittadini programmati che i 300 in più».

Sabato gli sms non sono partiti. E le Aziende sanitarie territoriali hanno fatto i salti mortali per rimediare ai buchi. Il problema si è riscontrato a Cremona, a Como e in Brianza. L'Asst Monza ha comunicato di aver eseguito comunque 1.300 vaccinazioni (400 AstraZeneca). Anche la Asst lariana ha garantito di aver evitato sprechi: ha parlato di «un disguido nel sistema informatico» e di 700 falsi appuntamenti per gli insegnanti, quindi ha spiegato di aver «contattato direttamente persone ricomprese nelle liste interne relative alla fase 1 bis»: sanitari extra ospedalieri, forze dell'ordine e personale dei nidi. Questo ha consentito di vaccinare con AstraZeneca 212 persone: «Nessuna dose è andata sprecata in quanto la catena del freddo non è mai stata interrotta». In serata poi, anche l'Asst Cremona e l'Ats Val Padana hanno contato 1.110 vaccinazioni, paradossalmente un numero da record.

Accertato il buon esito delle «toppe», Moratti ha bacchettato l'azienda regionale: «L'inadeguatezza di Aria Lombardia incapace di gestire le prenotazioni in modo decente - ha detto - rallenta lo sforzo comune per vaccinare. È inaccettabile!». A giorni, dovrebbe subentrare un portale di Poste. Intanto qualcuno immagina una gestione diretta delle Ats.

Intanto ieri il sistema ha fatto nuovamente «cilecca» a Cremona. Solo 58 persone contattate da Aria su 600 dosi disponibili. Ancora una volta: «Nessuno spreco». Ma sui miracoli, non si può far affidamento ogni giorno. Così Moratti è intervenuta di nuovo. E il presidente della Federazione degli Ordini dei Medici Filippo Anelli, l'ha sollecitata: «Se ritiene che delle persone siano incapaci le sostituisca». Giovedì il presidente di Aria sarà in commissione regionale Bilancio per un'audizione sul tema «sistemi informativi per la campagna vaccinale anti-Covid».

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