L'Ucraina spara sui russi "Cessate il fuoco violato"

Sale la tensione nel Donbass conteso. Zelensky: "Troppe truppe di Mosca". Biden: "Siamo con voi"

L'Ucraina spara sui russi "Cessate il fuoco violato"

Berlino. Sono riprese le ostilità nell'est ucraino conteso fra Kiev e Mosca. Un bambino di cinque anni sarebbe rimasto ucciso in un attacco con drone dell'esercito ucraino alla periferia di Doneck, capoluogo dell'omonino oblast ucraino e capitale dell'autoproclamata (e filorussa) Repubblica Popolare di Doneck. Fonti di agenzia hanno citato una milizia separatista secondo cui nell'attacco anche una donna sarebbe rimasta ferita. Sempre a Doneck un soldato ucraino sarebbe morto saltando su una mina. La violenza è ripresa anche nella contigua (e parimenti autoproclamata) Repubblica Popolare di Lugan (Rpl), più a nord. Almeno 16 colpi di artiglieria da 120 millimetri sarebbero stati esplosi dalle forze regolari di Kiev fuori dall'abitato di Kalynove-Borshchevate. Il portavoce della milizia, Yakov Osadchy, ha affermato che al fine di garantire la sicurezza della popolazione civile, le unità della Rpl «sono state costrette a rispondere al fuoco contro le posizioni nemiche utilizzate per l'attacco: chiediamo agli osservatori internazionali di registrare un altro caso di grave violazione del cessate il fuoco da parte ucraina» ha proseguito il portavoce.

Quelle registrate nelle ultime ore sono le prime violazioni delle misure aggiuntive per garantire il cessate il fuoco nel Donbass concordate lo scorso luglio dal Gruppo di contatto trilaterale sull'Ucraina, composto da rappresentanti di Kiev, Mosca e dell'Osce, e allargato ai esponenti dei due oblast passati di fatto sotto al controllo russo fra aprile e maggio 2014. Lo scorso 26 marzo, tuttavia, quattro militari ucraini hanno perso la vita presso il villagio di Shumy (nel Doneck), uccisi da forze della repubblica secessionista secondo Kiev, rimasti invece uccisi da una mina mentre ispezionavano i campi minati, secondo fonti filorusse.

Venerdì scorso il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha accusato Mosca di concentrare le truppe sul confine fra i due paesi. Ore prima, in un'audizione al Parlamento di Kiev, il comandante in capo delle forze armate ucraine, Ruslan Jomchak, aveva denunciato la presenza di 28.000 combattenti filorussi nel Donbass, addestrati «da oltre 2.000 istruttori e consiglieri militari» di Mosca. Zelensky ha lanciato le sue accuse dopo aver parlato con il presidente Usa Joe Biden che gli ha assicurato «l'incrollabile sostegno» di Washington contro «l'aggressione» russa nel Donbass e in Crimea (regione ucraina annessa dalla Russia a febbraio 2014). «Siamo fianco a fianco quando si tratta di preservare le nostre democrazie: la partnership con l'America è cruciale per gli ucraini», ha poi twittato Zelensky. L'ammonimento ricevuto dalla Casa Bianca per il tramite di Zelensky ha irritato Mosca. Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha dapprima rivendicato il diritto della Russia di spostare le proprie truppe «come meglio crede», quindi ha consigliato a Usa e Nato di non inviare truppe a sostegno dell'Ucraina.

Un simile scenario, ha spiegato Peskov, farebbe aumentare la tensione spingendo la Russia «ad adottare misure aggiuntive per garantire la propria sicurezza».

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