Alla fine, anche Silvia Salis ha come tutti degli amici, dei compagni, dei parenti. Il sindaco di Genova è il volto nuovo della politica: giovane, donna, sportiva, di sinistra, lontana dai favori e dalle bassezze dei partiti vecchio stile, attesa da un futuro luminoso tale da non escluderle nemmeno la segreteria del Pd se Elly Schlein dovesse andare a sbattere su un tonfo elettorale. Ma la politica è un lavoro irto di tentazioni. Così ora sulla Salis piomba l'accusa di avere imparato uno dei vecchi vizi della politica: il potere come ufficio di collocamento, i posti pubblici come destinazione ideale di chi le sta vicino. Magari bravo, bravissimo. Ma vicino, vicinissimo.
Il guaio è che ad accendere i riflettori sulle nomine della Salis non è un malevolo esponente dell'opposizione ma un pezzo non marginale della sinistra genovese: Ferruccio Sansa, già giornalista di Repubblica e del Fatto quotidiano, scelto come federatore del "campo largo" alle regionali del 2020 per togliere la Liguria alla destra. Tentativo fallito: vince Giovanni Toti, Sansa digerisce male la sconfitta, si ritaglia un ruolo da coscienza critica della Genova liberal e radical. E da questo osservatorio ieri spara ad alzo zero sulla sindaca, enumerando meticolosamente i peccati di affettuosità che le rimprovera. Sotto il titolo "la passione di Silvia Salis per le poltrone", Sansa stila l'elenco di sei esempi di nomine della compagnopoli targata Salis: riservandosi poi in una sorta di poscritto la frecciata più velenosa, dedicata a un evento organizzato a Palazzo Ducale da Sara Armella, piddina di lungo corso: "Dove tra pochi giorni si terrà un appuntamento imperdibile. Parliamo delle celebrazioni per i vent'anni del film Notte prima degli esami, una pellicola del regista italiano Fausto Brizzi. E proprio Brizzi sarà il protagonista dell'evento. Per inciso Brizzi è il marito della sindaca Salis. A voi pare opportuno - domanda Sansa - che la massima istituzione culturale ligure, partecipata dal Comune, ospiti un appuntamento dedicato al marito della sindaca?".
Il catalogo delle nomine che Sansa ritiene inopportune è eterogeneo. Si va dalla guida dell'ufficio per i diritti Lgbt (stipendio: 154mila ero in tre anni) all'avvocato Ilaria Gibelli, già candidata del centrosinistra alle regionali; 75mila euro come "supporto alla sindaca per le deleghe allo sport" a Angelo Gazzo, preparatore atletico della Salis all'epoca in cui gareggiava come martellista; la presidenza della municipalizzata Amt va a Federico Berruti, ex sindaco piddino di Savona, che Sansa definisce "uno dei factotum del centrosinistra alle ultime elezioni regionali del 2024". Per la fondazione Urban Lab il comune guidato dalla Salis sceglie Tiziana Lazzari e Stefano Costa: "Sarà un caso di omonimia", scrive Sansa, ma i nomi sono gli stessi di due ex esponenti del centrodestra passati in occasione delle ultime elezioni tra i sostenitori della Salis. Sempre Sansa: "Andiamo avanti. Il Comune guidato da Salis ha scelto come nuovo presidente di Aster l'ingegnere ambientale Andrea Bassoli.
Lo conosco bene, era candidato nella mia stessa lista alle ultime elezioni regionali per il centrosinistra. È una persona competente. Ma la questione di opportunità, a mio avviso, si ripropone".E, nel miglior stile della sinistra, si ripropone anche il fuoco amico.