Da lunedì un'Italia gialla che corre verso il bianco. Le regole per chi riapre.

Tornano i matrimoni con il Covid manager. La richiesta al CTS: via il limite agli invitati.

Da lunedì un'Italia gialla che corre verso il bianco. Le regole per chi riapre.

A piccoli passi verso uno Stivale sempre più bianco. Non più solo la Sardegna, che è stata la prima e l'unica regione finora a provare la libertà della fascia di minor rischio. Dopo aver perso il primato ed essere finita addirittura in rosso, dal 1° giugno l'isola torna in zona bianca. Questa volta in compagnia di Friuli-Venezia Giulia e Molise, presto seguite da altri territori dove l'epidemia è sempre più sotto controllo. Oggi è attesa l'ultima conferma, ma sono già tre settimane che i dati delle tre regioni sono buoni, con i nuovi casi al di sotto dei 50 ogni 100mila abitanti, il tetto che consente di tornare quasi alla normalità.
L'epidemia sta rallentando in maniera evidente ovunque. La strategia del «rischio ragionato» del premier Mario Draghi funziona, come emerge anche dal monitoraggio della Fondazione Gimbe. «Agli effetti delle restrizioni stanno gradualmente subentrando quelli dei vaccini, assorbendo l'impatto delle riaperture graduali sulla curva epidemiologica», dice il presidente Nino Cartabellotta. Presto l'Italia potrebbe essere quasi tutta in fascia bianca, dal momento che la maggior parte delle regioni - tranne Valle d'Aosta, Basilicata e Campania - hanno un'incidenza di nuovi casi ogni 100mila abitanti sotto 86. Già dal 7 giugno dovrebbero poter dire addio al coprifuoco e alle altre restrizioni, a eccezione del distanziamento e delle mascherine, anche Veneto, Abruzzo, Liguria e provincia autonoma di Trento. Presto, già dal 14 giugno se la tendenza al miglioramento sarà confermata, potrebbero guadagnare la fascia bianca Lombardia, Umbria e Lazio. Ma anche altre regioni, in particolare Emilia Romagna e Sicilia (rispettivamente con 70 e 71 nuovi casi ogni 100mila abitanti) non sono troppo lontane dall'obiettivo. Anche se ieri in provincia di Catania è stata istituita una nuova zona rossa.
La tendenza generale al miglioramento è confermata dal report settimanale di Gimbe, che certifica la riduzione dei nuovi casi (-30,9%) e dei decessi (-21,3%) dal 12 al 18 maggio, oltre ad un ulteriore allentamento della pressione sugli ospedali (-17,9% in terapia intensiva e -22,7% nei raparti ordinari). Un quadro che nei giorni scorsi ha consentito al governo di anticipare alcune riaperture e di allentare il coprifuoco, spostato alle 23 fino al 7 giugno, quando passerà a mezzanotte. Per l'abolizione bisogna aspettare il 21 giugno, tranne nelle regioni in fascia bianca dove non c'è più il divieto di spostamento notturno. In questo quadro di progressivo allentamento delle misure, l'Italia si prepara ad accogliere gli stranieri. «Il migliore sostegno per il turismo sono le riaperture», ha detto ieri Draghi. Riaperture prudenti e graduali, per non perdere i vantaggi conquistati.
Lunedì è il giorno atteso dagli amanti del fitness, che dopo mesi di stop e di allenamenti all'aperto possono tornare in palestra, anche se senza poter fare la doccia. Mentre nuotare nelle piscine al coperto sarà possibile solo dal 1°luglio. Tra dieci giorni, il 1° giugno, riaprono i ristoranti al chiuso, con distanziamento di 1 metro tra i tavoli, al massimo quattro commensali e prenotazioni consigliate. Linee guida già sperimentate, aggiornate ieri conferenza delle Regioni per tutte le attività che stanno per ripartire. Per i matrimoni, al via il 15 giugno, c'è un protocollo oggi al vaglio del Comitato tecnico scientifico che prevede il green pass per i partecipanti, nessun limite di invitati e la figura del Covid manager per far rispettare i protocolli di sicurezza. In spiaggia invece va garantito un distanziamento di 10 metri quadrati tra un ombrellone e l'altro. Sì ai racchettoni, no al beah volley.

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