La lunga lista dei desideri di Renzi: 30 punti che agitano Giuseppi

Il leader di Iv vuol metter il premier con le spalle al muro. Nel frattempo invia al Pd le sue richieste per chiudere la crisi

Clima tesissimo in queste ultime ore all'interno della maggioranza, con Matteo Renzi pronto a mettere con le spalle al muro l'attuale esecutivo. Il leader di Italia Viva attende una risposta del premier Giuseppe Conte in merito al documento contenente ben 30 punti inviato lo scorso 6 gennaio al dem Goffredo Bettini, da tempo a lavoro per salvare la poltrona del presidente del Consiglio. In caso di mancata replica, l'ex sindaco di Firenze sarebbe pronto a far saltare tutto, ritirando i suoi ministri.

A riportare alcune parti della nota è l'agenzia di stampa AdnKronos. All'interno del documento, spiega lo stesso Renzi nell'incipit, non sono contenute le richieste formulate da Italia Viva lo scorso 16 dicembre: si trova invece un elenco delle principali questioni politiche ancora aperte e controverse tra le parti in causa. Fra i vari punti vengono toccati, ovviamente, il Mes ed il fisco, oltre che la questione Autostrade, il ponte sullo Stretto, la scuola,le ormai prossime elezioni comunali, fino ad arrivare alla spinosa delega sui Servizi segreti.

"Si tratta di una nota che richiama i punti aperti già introdotti anche nel tavolo politico che il Premier si era impegnato a chiudere entro la fine di novembre 2020. Impegno inspiegabilmente non mantenuto", attacca Renzi nel documento. "La vera questione diventa: con chi si scrive un accordo serio? Chi garantisce che gli impegni si mantengano? In che tempi si può chiudere un accordo su questi temi? Italia Viva è pronta da mesi. Ma gli altri? Ci sono interlocutori affidabili o si preferisce lo stallo?", si domanda l'ex premier.

Sul tavolo anche la questione reddito di cittadinanza (e quindi di conseguenza il destino dei cosiddetti "navigator"), il futuro di Anpal, la gestione dell'Inps ed eventuali modifiche da apportare al Jobs Act. All'irrequieto leader di Italia Viva sono tante le cose a non andare bene e per le quali pretende un maggior coinvolgimento. Nel documento si legge anche del"rapporto investimenti / Bonus (compreso il superbonus 110%)", del "ruolo delle infrastrutture" fino ad arrivare ad una "scommessa keynesiana sullo sblocco dei cantieri. Il piano finale su chi fa cosa e quando. I temi di cui discutere dall'Alta Velocità al Ponte sullo stretto fino alle piccole opere già cantierabili su cui sbloccare i comuni che sono pronti a spendere ma sono frenati dalla burocrazia. Porti e Aeroporti. Alitalia. Il ruolo dei sindaci".

"Basta populismi" tuona Renzi nella lunga nota, anche se non c'è mai un riferimento neppure di striscio alle urne. Nel punto 4 si parla del ruolo strategico della Cpc, nel 5 del risparmio italiano e nel 6 della politica industriale. A tal proposito l'ex sindaco così argomenta: "Opportunità e problemi dell'automotive dopo la nascita di Stellantis. E segnatamente la filiera dell'acciaio: quale orizzonte, da Brescia a Taranto? Le grandi aziende. Il rilancio delle PMI. Come scommettere sulle piccole realtà. Quale futuro per il 4.0 voluto dai nostri governi e rilanciato in modo non organico adesso".

Al punto 7 si affronta la questione export/made in Italy, all'8 quella della "filiera della difesa, dai rapporti con la Nato fino agli investimenti di Leonardo in Italia e all'estero, la cybersecurity, la ricerca, i progetti Cingolani". Al 9 trova posto uno dei temi caldi al leader di Iv, i servizi segreti: "L'intelligence, i rapporti con gli americani dopo Barr e con la nuova amministrazione, le agenzie. L'autorità delegata".

Politica di sicurezza e immigrazione sono al punto 10, mentre nell'11 si tocca il tema politica estera, dove si parla della "nostra amicizia indissolubile con gli Stati Uniti e il ruolo della nuova Casa Bianca". Al 12 la lotta all'evasione fiscale, con una critica mossa alle politiche di governo: "Ha davvero senso spendere così tanto per il cashback come in Portogallo quando il modello italiano funziona meglio con fatturazione elettronica e digitale? Come andare verso una cashless society in modo serio e senza spot".

Riforma fiscale e la fiscalità di vantaggio al punto 13, "family act" al 14, diritti e doveri al 15: "Manca tutta la parte disabilità e sociale su cui Noja / Faraone e molti di IV hanno incalzato in questi mesi trovando un sostanziale muro di gomma", lamenta Renzi. Dopo il terzo settore (punto 16) ecco un altro tema caldo per i renziani, ovvero Sanità e Mes: "Una visione strategica della sanità 2030, il MES, l'investimento nella farmaceutica. L'imbuto formativo e le scuole di specializzazione. Il ruolo della medicina territoriale, la sfida della medicina personalizzata. L'innovazione applicata alla salute, dai Big Data alla diagnostica", si legge nel documento al punto 17.

Semplificazione e ruolo dei commissari al punto 18, scuola al punto 19: anche qui le sparate contro il governo sono esplicite: c'è "bisogno di certezze, di visione e di risorse. La necessità di smetterla con provvedimenti assurdi stile banchi a rotelle". Al punto 20 Cultura e turismo, con la proposta dell'istituzione dello "Ius Culturae per chi studia in Italia", al 21 le commissioni di inchiesta bicamerali, come quella sul Covid o sulle fake news. L'ambiente trova spazio al punto 22, la pubblica amministrazione al 23. Punto 24, anch'esso particolarmente caro a Renzi, quello sulla giustizia: "Una svolta garantista contro il giustizialismo. Il tema posto da Bettini della separazione delle carriere. La prescrizione. La lotta contro la corruzione e il ruolo di Anac". Le politiche dello sport sono invece al punto 26, il Recovery Plan al 27 ed al 28 le riforme e la nuova legge elettorale. Sulle nomine (punto 29), Renzi così si esprime: "Le nomine rimaste sospese per le quali il tavolo è bloccato da mesi (IV ha rinunciato alle nomine a differenza di altri, come si è visto sulla vicenda Consap). Nomine istituzionali". Infine le consultazioni elettorali (punto 30):"Elezioni amministrative a cominciare da Roma Milano Napoli Torino Trieste Bologna. Suppletive Siena. Regionali Calabria". "Ci vedremo in Parlamento", ha aggiunto oggi su Twitter l'ex premier, a Giuseppi saranno fischiate le orecchie.

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