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Di Battista agita il M5s e spacca il Movimento: "A che titolo parla?"

Alessandro Di Battista infiamma le divisioni dentro il M5S indicando nel voto la via maestra e, in secondo luogo, auspicando un ritorno di fiamma con la Lega così da portare finalmente un grillino a Palazzo Chigi

Di Battista agita il M5s e spacca il Movimento: "A che titolo parla?"

Paolo Gentiloni da una parte e Alessandro Di Battista, dall'altra. I 'sabotatori' sembrano essere i protagonisti di questa strana crisi di governo estiva.

Se in casa Pd è stato Matteo Renzi a etichettare l'ex premier Gentiloni come 'sabotatore' di un possibile accordo Pd-M5S, all'interno del Movimento è Luigi Gallo, grillino molto vicino a Roberto Fico, ad accusare apertamente il 'Dibba' di fare altrettanto "per andare al voto". "Di Battista sta facendo una guerra spietata ad 11 milioni di cittadini italiani che ci hanno votato per cambiare l'Italia, per investire in istruzione, rilanciare la green economy, l'innovazione e il lavoro per i giovani", dice all'Adnkronos Gallo, presidente della Commissione Cultura alla Camera ed esponente politico molto sensibile alle istanze delle Ong.

L'attacco personale a Di Battista arriva un'ora dopo la pubblicazione di un post in cui l'ex deputato romano indica come via maestra il voto subito in quanto "presentandoci compatti e facendo una grande campagna elettorale, prenderemmo valanghe di consensi. Perché - spiega ancora il grillino - Salvini è molto più debole di quanto appaia e perché se si andasse al voto il PD ci arriverebbe spaccato in 2,3 o 4 pezzi". Dal momento, però, che votare a ottobre significherebbe correre il rischio che l'Ue detti la manovra all'Italia, allora è bene che il M5S sfrutti suo vantaggio il "potere contrattuale immenso" che detiene attualmente. Un potere da sfruttare"nell’esclusivo interesse dei cittadini". Come? Pretendendo dal prossimo esecutivo "il taglio dei parlamentari" e "la revoca delle concessioni autostradali ai Benetton". In tal senso Di Battista come "una buona cosa" le nuove aperture della Lega nei confronti dei pentastellati "soprattutto perché - spiega- non mi dispiacerebbe un Presidente del Consiglio del Movimento 5 Stelle". E aggiunge: "Ho visto inoltre porte spalancate da parte del PD. Zingaretti fa la parte di chi pone veti e condizioni ma in realtà ha il terrore che Renzi spacchi il PD". E conclude: "La vaghezza lasciamola ai professionisti del nulla assoluto. Il Movimento, proprio come ha fatto ieri Luigi, bada al sodo".

Vera e propria musica per le orecchie del senatore Gianluigi Paragone che ha subito condiviso il post sulla sua pagina e che, da giorni, non fa altro che lanciare bordate contro il Pd, accusato inoltre di voler entrare nel governo per partecipare al "valzer delle nomine" nelle aziende statali."Più sento parlare quelli del Pd e più avverto quel solito senso di spocchia e di superiorità che mal sopporto... Sanno sempre tutto loro: ora dovete cambiare, dovete fare quello che vi diciamo noi e vedrete che alla fine entrerete nel club dei buoni, dei bravi...", scriveva ieri Paragone ribadendo che, secondo lui, la distruzione del ceto medio e l'aumento della povertà, è opera del Pd.

Di diversa opinione è il deputato Giuseppe Brescia ("fichiano") che su Facebook, dopo aver elencato una serie di impegni da prendere e da realizzare col Pd, chiude a qualsiasi possibile nuovo accordo con

html">Matteo Salvini: "Noi dobbiamo dirlo chiaro che con questo traditore non vogliamo avere più nulla a che fare".

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